martedì 11 febbraio 2020

11 Febbraio 2020

Oggi 11 febbraio 2020 in Vaticano festeggiano la vittoria dello Stato Pontificio sullo Stato Italiano.
Oggi la pretaglia ride di fronte allo spettacolo emetico di una masnada di politicanti che incapaci persino di cogliere il senso della sovranità, si sono inventati di difendere la sua forma degenerata, il sovranismo, una idea confusa di imbecillità che sintetizza i propri obiettivi nella obbligatorietà dei presepi nelle scuole.
Un’altra masnada di politicanti, invece, per distinguersi dagli antagonisti, usa in modo più sofisticato la “sussidiarietà” per cedere pezzi dello stato sociale alla pretaglia, sicché “stipula convenzioni” e eroga milioni di euro al privato cattolico sottraendolo al pubblico.
Le mura pontificie oggi raccolgono l’eco delle grasse risate esplose dopo che la Sindaca di Roma ha rinunciato a 5 miliardi di tasse da richiedere alla banda dei pedofili.
Vestiti di palandrane nere, salgono sui pulpiti e si gonfiano di consenso, pronunciando discorsi imbastiti sul nulla e conditi dal niente, perché questo è il loro business.
Grazie ai Patti Lateranensi.
(Fonte: www.democrazia-atea.it)


venerdì 20 dicembre 2019

Polizia di Stato, scuola di Stato

Si è svolta ieri in una chiesa di Massafra un rito per la "Festa della Polizia di Stato", partecipi autorità e addirittura, classi di scolari e docenti. Si perpetua così la diarchia Stato-Chiesa, come nel passato con la religione di Stato ed obbligatoria. Eppure la Costituzione qualifica la Repubblica aconfessionale. Avviene così in tutte le iniziative o ricorrenze pubbliche,. non curanti dei principi "vigenti" di uguaglianza, laicità, imparzialità. La stessa normativa scolastica esclude la partecipazione degli studenti a riti religiosi, durante l'orario delle lezioni. Vano il sogno di Dante nell'auspicare la benefica separazione tra Trono e Altare, come quanto sancito nell'art. 7 della suprema Carta che le due Entità restino,"nel proprio ambito" autonome e sovrane..
Giacomo Grippa 


lunedì 9 dicembre 2019

Bestemmie e turpiloqui

Pulsa a Pulsano, una ridente cittadina del tarantino, l'animus perbenista- inquisitorio contro chi "attenta alla coesione sociale" con bestemmie e turpiloqui. 
Gli amministratori, infatti, hanno con regolamento, previsto multe dissuasive. 
Con quali criteri e gradazioni? 
Avranno o dovranno elencare il frasario blasfemo o i casi del turpe imprecare, evitando che facciano testo criteri interpretativi da parte degli incaricandi vigili urbani. In privato però nessuna sanzione. 
Come ci si regolerà in caso di delazione o denunce? 
Saranno previste attenuanti per imprecazioni gergali o d'uso locale? Saranno perseguite battute irriguardose, a tutela di tutte le credenze? Ma anche le squalifiche riservate alle persone atee, bollate come dedite alla sicura perversione? 
Secondo l'amato Presidente, Pertini, il reato di "vilipendio" verso chi ricopra l'alta carica andrebbe abolita, perchè una offesa fondata, resta meritata, se infondata squalifica chi l' orchestra. 
Questa soluzione resta per me, la più efficace e congrua,  rispetto ad una illusoria, paternalistica, più conflittuale dissuasione di una condotta "maldicente".
Giacomo Grippa 


sabato 2 novembre 2019

4 NOVEMBRE


La nostra Repubblica è fondata non su un'appartenenza confessionale. 
I principi costituzionali ribadiscono il valore supremo della uguaglianza fra i cittadini, senza essere contrassegnati dal sesso, razza, concezioni o ideologie. 
Per i poteri pubblici vige  l'osservanza del pluralismo e della imparzialità. 
Si perpetua però la simbiosi fra Trono ed Altare, come quando la religione era di Stato, quindi obbligatoria. 
Nella Costituzionale, oltre alla laicità o aconfessionalità richiamate, all'art.7 si precisa che le istituzioni pubbliche e quelle religiose restano nel proprio ambito indipendenti e sovrane. 
Si continua invece, nei Comuni, in occasione del "4 Novembre", Festa delle Forze Armate con la contestuale celebrazione eucaristica o addirittura in chiesa. 
Si pensi se a Roma venisse celebrata una messa all'Altare della Patria. 
Siamo alla Breccia della laicità e così ad una "buona Pace"?

Giacomo Grippa 

lunedì 23 settembre 2019

NOTA AL MINISTRO DELLA SALUTE

Riportiamo il contenuto della nota inviata oggi 23 settembre 2019 al Ministro della salute Roberto Speranza, riguardante la piena attuazione delle norme contenute nel Dlgs 124/98 anche in materia di interruzione volontaria di gravidanza (IVG).

"Gentile Ministro Speranza,
aver equiparato l’obiezione di coscienza alla libertà di coscienza nei casi di interruzione volontaria della gravidanza ha praticamente annullato il diritto di abortire, rendendo inutilizzabile la Legge 194.
L’OBIEZIONE DI COSCIENZA negli ospedali del nostro Paese è il paravento della misoginia religiosa.
Laicitalia tuttavia ha intenzione di dire basta agli abusi perpetrati per anni nei confronti delle donne che per motivi sanitari o personali hanno dovuto affrontare questa esperienza.
Laicitalia intende dare piena attuazione alle norme contenute nel D.lgs. 124/98, ovvero, nel caso che il predetto intervento non possa essere assicurato dalle strutture pubbliche nei tempi indicati, possa diversamente essere garantito tramite attività libero-professionali in regime intramoenia o da strutture private accreditate, a spese dello stato.
Alla luce di quanto sopra esposto, Laicitalia chiede a Lei, signor Ministro, che venga reso noto l’elenco delle strutture private accreditate alle quali rivolgersi - a spese dello Stato - per effettuare Interruzioni Volontarie di Gravidanza.
Il Consiglio Direttivo di Laicitalia"