martedì 18 agosto 2020

8XMILLE ALL'EDILIZIA SCOLASTICA

Il virus che in questi mesi ha viaggiato per il nostro Paese, ha messo in luce le carenze delle strutture pubbliche definanziate per favorire il privato. Sanità e istruzione sono stati i servizi più colpiti. Solo l'aumento di fondi verso i servizi primari, può facilitare le cure e l'istruzione. La sanità ha occupato gli spazi della decretazione d'urgenza mentre per la scuola ci si è limitati a chiuderla, avviando frettolosamente una didattica a distanza che non ha potuto contare nemmeno su una approssimativa programmazione, lasciando tutto nelle mani di insegnanti responsabili che hanno fatto l'impossibile per non lasciare i propri studenti. Le proposte per il prossimo anno scolastico, vedranno le classi dimezzate con frequenze alternate. Da quest'anno possiamo fare qualcosa in più, possiamo veicolare il nostro 8x1000 verso la riqualificazione delle nostre scuole. Possiamo esprimere una preferenza evitando di dare l'8x1000 alle religioni che mettono il dio denaro davanti ai nostri diritti. Diamo la nostra preferenza allo Stato chiedendo che i fondi possano essere destinate alle scuole. Se la compilazione della dichiarazione dei redditi sarà affidata ai patronati cattolici, ricordatevi che spesso, senza nemmeno chiedervelo, sono loro che scelgono per voi la destinazione dell'8x1000, sovente verso la Chiesa cattolica.

DEMOCRAZIA ATEA e LAICITALIA sostengono il proprio impegno per una scuola pubblica e laica e si fanno promotori di questa campagna aperta alle adesioni di chi vuole eliminare le forme di confessionalismo dalla scuola e dal Paese. Firmiamo il nostro 8x1000 allo Stato.

domenica 31 maggio 2020

194, C'E' MA NON SI VEDE

In Veneto il 76% dei medici sono obiettori di coscienza per cui il diritto di autodeterminazione della donna viene in sostanza negato. Nel resto d'Italia, da così a peggio.
Questo grazie a governi passati e attuali, di destra e di sinistra (?) che permettono l'esistenza di un articolo incostituzionale (l'art. 9 della legge 194/78) che equipara un diritto secondario (l'obiezione di coscienza) a un diritto primario (la libertà di coscienza).
Tanto per risvegliare le coscienze di tutte quelle donne che nonostante vengano private dei loro diritti, continuano a votare partiti genuflessi al potere vaticano, che le vuole invece relegate al ruolo di fattrici.


giovedì 21 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA

Crotone, 19/05/2020
​​​​​​​​A tutti gli Organi di informazione
​​​​​​​​Loro sedi
COMUNICATO STAMPA
Ancora una volta il nostro territorio e la nostra città ricevono attenzioni solo per progetti dal pesante impatto ambientale, false chimere che sono soltanto ricatti che ci costringono a scegliere tra lavoro e salute, tra le aspettative di vita dignitosa e la sicurezza collettiva.
Tale è la proposta progettuale della IONIO FUEL per la costruzione di un deposito costiero per il GNL ( Gas Naturale Liquefatto) che dovrebbe essere realizzato nella zona industriale CORAP della provincia di Crotone.
In una città abbandonata sul piano infrastrutturale, con un porto abbandonato a se stesso, senza collegamenti ferroviari e viari degni di un Paese civile, siamo costretti ad assistere all’ennesima millantata opportunità di posti di lavoro e sviluppo che, invece, nasconde rischi enormi per la salute e per le attività produttive esistenti.
Le caratteristiche chimiche del metano e le interazioni con l’atmosfera concorrono in modo significativo all’effetto serra, Il metano (incombusto) produce, a parità di peso, un effetto serra circa 21 volte maggiore di quello prodotto dal biossido di carbonio (CO2), si stima che 2/3% vada in atmosfera durante la trasformazione da gas in liquido. Inoltre il trasferimento del gas naturale via mare con metaniere a -161° è un processo che richiede molta energia e implica una gestione costosa e complessa.
Ogni gasiera di GNL consuma 100 tonnellate di carburante al giorno e produce emissioni più nocive di quelle provenienti dalle centrali termiche attualmente in uso.
Il traffico di queste navi in prossimità della costa causerebbe problemi anche alle imbarcazioni che praticano la pesca. Gli impianti di GNL utilizzerebbero l’acqua del mare per riscaldare il gas naturale congelato e l’acqua, dopo aver ricevuto un’aggiunta di cloro, sarebbe rigettata in mare più fredda di 16° . Quale danno avrebbe sul nostro già provato e delicato sistema marino? Molti studi realizzati laddove il progetto era stato già presentato hanno dimostrato che un impianto di GNL nel mare distruggerebbe il 25% di pesce, granchi e gamberi.
Crotone non può essere la pattumiera d’Italia. La nostra città non può continuare ad essere terra di conquista per imprenditori e progetti rifiutati altrove e spacciati qui come la salvezza del nostro tempo.
Lo abbiamo già vissuto e lo viviamo ogni giorno. Dagli impianti di biomasse, alle discariche alle centrali elettriche. L’unica cosa rimasta a noi crotonesi è la devastazione di un territorio abbandonato ed un costante rischio per la salute pubblica.
Abbiamo contrastato nettamente ogni tentativo di saccheggiare quel poco che resta in questo territorio e continueremo a farlo con forza. Abbiamo contrastato lo scempio del progetto Europaradiso che avrebbe sventrato una riserva naturale importante, non permetteremo a chi ci governa di svenderci ancora una volta per un pugno di noccioline.
Dalle istituzioni, dal Comune e dalla Regione Calabria pretendiamo che diano il parere contrario a questo progetto ed inizino, una volta per tutte, a pensare allo sviluppo del nostro territorio in funzione positiva e non distruttiva.
Comitato Crotone Pulita​​​
Associazione Ad un passo da te – Giuseppe Parretta Crotone
Adultiraider Cirò Marina
Associazione Il Barrio
Anpi Crotone
Anteas Crotone
Arci comitato territoriale Crotone
Associazione Bet Josefh Crotone
Associazione CODICI Calabria
Associazione Cotroneinforma Cotronei
Associazione Paideia Crotone
Cittadinanzattiva -Tribunale dei Diritti del Malato Crotone
Crotone Vuole volare
Forum Provinciale Terzo Settore Crotone
FiasRaider Cirò Marina
GAK – Gruppo Archeologico Krotoniate
Gli Spalatori di Nuvole
“Jobel”- Consorzio di Cooperative Sociali ​​
Italia Nostra – Sezione di Crotone
Laicitalia Crotone
Libere donne Crotone
MGA Sindacato Nazionale Forense
Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini
Nikol Ferrari “la vita in un dono” Crotone
Nonostante tutto Resistiamo
P.A.C. Calabria
Scaut Raider Calabri Cirò Marina
Terra e Libertà
U. S. Acli Crotone
Volontari di strada Crotone
WWF Crotone
“I tre melograni” Cirò Marina
“Shalom” società cooperative Crotone


venerdì 8 maggio 2020

LecceEcclesiae


E' stato siglato, ieri, in conferenza stampa a Lecce, l'accordo tra Diocesi e Regione Puglia, sul progetto "LecceEcclesiae" dal costo di 20 milioni di euro  per la valorizzazione e fruizione del patrimonio museale barocco (opere, dipinti, argenti, organi, paramenti, ecc.) 
La Comunità Europea aveva già negato il finanziamento, perché destinato a  beni privati, per cui è bastato riproporlo in rete con il supporto del Museo provinciale, e non viceversa, consentendo così la gestione alla cooperativa "ArtWork", fiduciaria della diocesi, già all'opera con  stessa finalità, grazie all' introdotto" ticket d'entrata  in chiese e musei con "proprio" personale.
Non c'è stato alcun riferimento al piano finanziario relativamente all'ausilio (non gratuito?') del personale del Museo della Provincia, ai compensi di specialisti, ai costi di singoli interventi ed adempimenti, ammessi, nei 5 anni, al finanziamento, salvo rendicontazione, con gli incassi da ticket d'ingresso che, per il dr. Babbo della cooperativa, nel 2019, hanno versato 50.000 visitatori.
Risplenderanno così dipinti, paramenti, argenti, ori ed organi delle solide e facoltose proprietà diocesane, beneficiarie di altri "aiuti" per manutenzione e costruzione di chiese, grazie a Governi, Comuni e Regioni tanto "illuminati".
La emittente diocesana "Porta Lecce" che ha trasmesso la conferenza ha di seguito commentato il Vangelo di Giovanni, ove si condanna chi "non entra dalla porta", certamente da "ladro o brigante".
È difatti il messia che si presenta come "la porta, chi entra tramite me, troverà pascolo”. Nella "Parabola del buon pastore". Rivela così la sua natura e la sua presenza. Sono gesti "autorivelativi", non da meno, oggi, quelli amministrativi.
Giacomo Grippa (referente reg.le ass.ne Laicitalia)



mercoledì 29 aprile 2020

IL DIO DENARO

La CEI grida allo scandalo per la mancata apertura alle messe, alcuni politici devoti, o molto attenti al ritorno elettorale, (incuranti del fatto che il ruolo istituzionale deve rispettare il principio di laicità) si strappano le vesti e improvvisano sceneggiate di ogni tipo, mettendo in secondo piano l’emergenza sanitaria.
Evidentemente la fede acceca ogni tentativo di usare la ragione e non consente di avvallare, insieme, una delle tante misure volte a prevenire nuovi focolai che potrebbero riportarci nel baratro del COVID-19.  
La raccomandazione di non celebrare messe non parte da Conte (che credente è, e pure fedelissimo di Padre Pio), ma parte dal comitato tecnico scientifico che dopo attenta valutazione ha ritenuto che l’assembramento di fedeli, di ogni età, al rito della messa, con vicinanze inevitabili sul sagrato della chiesa  o nel momento dell’eucarestia,  potesse essere una potenziale miccia per l’accensione di nuovi focolai del temibile virus.
Appellarsi alla libertà di religione e alla Costituzione italiana appare davvero squallido specialmente se invocata dalla CEI, governo della Città dello Stato del Vaticano, che non ha mai ostacolato il comportamento dello stato italiano che, in barba proprio all’art. 19 della Costituzione, ha sempre privilegiato solo la religione cattolica, come dimostra l’esclusivo e abbondante spazio riservato (a spese di tutti i cittadini, anche non credenti) sulle reti televisive di Stato e l’enorme flusso di denaro pubblico verso le casse della chiesa cattolica con l’otto per mille e molto altro..
Comunque, a dirla tutta, la libertà di religione non viene assolutamente messa in discussione perché a nessun cittadino viene negato il diritto alla spiritualità che non necessita di un intermediario e che quindi può essere esercitata tra le mura di casa nella propria intimità, come dovrebbe essere. 
E’ più probabile, però,  che la  CEI e tutto lo stato monarchico extracomunitario confinante (che i meno attenti chiamano Vaticano), punti ad un interesse non proprio spirituale. Nella preghiera tra le proprie mura, vengono a mancare infatti tanto la platealità del rito, quanto i suggerimenti del prelato, e magari si riesce anche riflettere sul valore della scienza e su quello della religione. Inoltre, è stato valutato che in un mese, i profitti persi da una normale parrocchia ammontino a circa 4.000 euro; questo è l’introito medio mensile maturato da messe domenicali, funerali, matrimoni, battesimi e cerimonie in genere, e lo Stato Vaticano non è intenzionato a tollerare oltre, perdite economiche, e di immagine, di questo genere.
Non si tocca il dio denaro.

domenica 19 aprile 2020

DOUBLE FACE

Il prossimo 25 aprile in occasione dell'anniversario dei 75 anni dalla Liberazione d'Italia, è stato organizzato un evento nazionale, in streaming, per la raccolta di fondi, anche in favore della Caritas, con l’adesione e il sostegno di illustri personaggi della politica e dello spettacolo.
Non è dato sapere il motivo per cui un ente del Vaticano partecipi ai festeggiamenti per la Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista.
La storia ci ha consegnato il Vaticano come alleato dei nazisti nell'operazione Odessa, l’organizzazione che consentì la fuga di centinaia di nazisti verso l’America Latina, per sottrarli dal processo per crimini di guerra.
Non è un segreto nemmeno la responsabilità del clero tedesco nella ascesa di Hitler.
Non è chiara la vera ragione per cui lo Stato italiano si ostini a fuggire dai suoi obblighi di assistenza alle fasce più deboli, né perché si rifugi nella sussidiarietà a favore di associazioni religiose tra le quali la Caritas ricopre il ruolo di prima donna.
La Caritas è una vera e propria azienda "double face", all'apparenza si mostra come una associazione con propositi caritatevoli, ma in sostanza è una azienda commerciale con finalità legate naturalmente al profitto.
Non è cosa da tutti i giorni leggere nel rendiconto economico e finanziario di un'associazione no-profit un investimento in titoli della modica somma di 10 milioni (è ciò che risulta dai bilanci degli anni 2017 e 2018).
Al di là delle opinabili finalità finanziarie della Caritas presentate come finalità assistenziali, non si può trascurare che l'ente costituito dalla CEI sia stato coinvolto anch’esso in vicende giudiziarie comuni a tutte le organizzazioni religiose.
Le cronache che hanno visto la Caritas protagonista di vicende giudiziarie spaziano dall'abuso sessuale alle frodi e truffe a danno dei migranti e dello Stato.
Nel 2016 la Caritas fu travolta dallo scandalo a Cagliari dove vestiti usati recuperati per finalità assistenziali venivano in realtà venduti nei mercatini italiani ed esteri.
Emblematiche le parole del PM Guido Pani in merito alla vicenda: "business e non solidarietà". 
La ricostruzione della Procura evidenziò un vero e proprio tradimento del meccanismo di solidarietà.
La Caritas di Albenga fu invece protagonista di una vicenda giudiziaria con capi di imputazione che andavano dall’appropriazione indebita aggravata e continuata, alla malversazione ai danni dello Stato e truffa; i fatti di Albenga vennero a galla solo dopo che l’ex direttore decise di rivolgersi alla magistratura italiana  quando ormai non era più possibile contenere il marcio; si aggiunga che nei tre anni in cui era stato alla guida dell’ente, ogni volta che aveva scoperto gli illeciti, ne aveva riferito solamente al vescovo.
Il direttore della Caritas di Trapani Don Sergio Librizzi invece fu arrestato nel 2014 per appropriazione di fondi destinato agli immigrati, oltre che per violenza sessuale, aveva l'abitudine di esigere rapporti sessuali ai richiedenti asilo in cambio di permessi di soggiorno.
Nel 2018 una rete di Onlus in Toscana fu implicata nella frode sulle forniture pubbliche destinate ai centri di accoglienza straordinaria - i CAS – e anche in questa vicenda ci fu il coinvolgimento di un rappresentante della Caritas di Prato. 
Le indagini giudiziarie narrano di milioni sottratti ai fondi destinati all'assistenza ai più bisognosi ma costituiscono solo una esigua parte rispetto alla incalcolabile quantità di denaro che non viene nemmeno interamente contabilizzata.
Nell'immaginario collettivo invece la Caritas è simbolo di carità, di assistenza e di amore verso il prossimo.
E’ la conseguenza di decenni di condizionamento che la CCAR ha attuato grazie alla collaborazione dello Stato italiano letteralmente genuflesso al Vaticano.
Fa letteralmente accapponare la pelle il protocollo d'Intesa che il Miur ha siglato con la Caritas nel 2017.
Con la suddetta Intesa il Miur si impegna a favorire la diffusione nella scuola italiana di progetti educativi elaborati in collaborazione con la Caritas.
La scuola quindi si è impegnata a promuovere i principi cardine che alimentano l'azione della Caritas, una azione che si articola nello sfruttamento del principio di sussidiarietà al fine di massimizzare i profitti.
Nelle politiche socialiste la parola carità deve essere eliminata e deve essere sostituita con la parola diritto.
Insegnare la carità nelle scuole significa costruire una società nella quale si distrugge progressivamente il senso dello Stato, quello che pone sulla fiscalità generale il sostegno alle fasce in fragilità sociale.
Invece si preferisce legare gli individui alla elargizione paternalistica per meglio subordinarli, approfittando della loro difficoltà, per non farli mai rialzare, proprio come fa la Caritas.


martedì 24 marzo 2020

LETTERA APERTA ALL'ON. JOLE SANTELLI

Tra i firmatari, per l'Associazione Laicitalia Crotone,
Antonio Manfredi


Tra i firmatari, per l'Associazione Laicitalia Crotone,
Antonio Manfredi
LETTERA APERTA
ALLA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA CALABRIA ON. JOLE SANTELLI
Sono tempi difficili quelli che stiamo vivendo e per questo prima di ogni cosa sentiamo la necessità di ringraziare il personale sanitario che in tutta Italia, in Calabria e a Crotone si sta prodigando per salvaguardare e prendersi cura della salute di tutti noi, mettendo a rischio la propria incolumità personale con grande spirito di sacrificio e senso del dovere.
E’ in questi momenti che la solidarietà, l’aiuto, il sostegno reciproco diventano pratiche fondamentali per rafforzare la coesione sociale e, soprattutto, per tutelare chi oggi si trova, suo malgrado, a vivere condizioni di disagio, isolamento ed indigenza particolarmente gravi.
Il volontariato, quella dimensione di coscienza sociale fatta di slancio, di passione, di responsabilità e competenza, oggi è più che mai protagonista della battaglia che tutti stiamo combattendo, ciascuno con il proprio contributo, per ritornare il più presto possibile alla normalità e per tutelare tutti coloro che si trovano in estrema difficoltà, non solo dal punto di vista sanitario.
Le organizzazioni di volontariato e tutti gli altri enti del terzo settore devono essere messi nelle condizioni di poter continuare a svolgere nel migliore dei modi le attività di solidarietà e di mutuo soccorso programmate a supporto delle fasce deboli della popolazione in via sussidiaria rispetto a quanto le istituzioni preposte già stanno facendo per le nostre comunità, possibilmente in modo coordinato ed in conformità alla disposizioni varate dal Governo, dalla Regione Calabria e da tutti gli altri enti ed istituzioni chiamati a gestire l’emergenza.
In particolare si fa riferimento a tutte quelle attività rivolte a quanti sono impossibilitati a muoversi dal proprio domicilio (anziani, disabili, malati, persone in condizioni di particolare disagio e/o non autosufficienza) per soddisfare tutti i bisogni di prima necessità, ad esempio con consegne a domicilio di alimenti e farmaci, senza dimenticare i senza fissa dimora, i migranti, coloro che si trovano in centri di assistenza.
Ai volontari e agli operatori sociali, che rappresentano una risorsa fondamentale per rispondere fattivamente alle esigenze delle nostre comunità, bisogna ulteriormente agevolare la possibilità di svolgere i servizi di assistenza domiciliare, di assistenza alle persone ospiti di strutture residenziali socio assistenziali e/o socio educative (comprese residenze protette, case famiglie, centri antiviolenza, ecc..), di operare in strutture di accoglienza, di prestare la loro opera in ambito penitenziario, di operare nell’ambito del soccorso e della gestione dei servizi di teleassistenza, solo per citare alcuni settori d’intervento.
Bisogna sempre di più mettere in campo procedure semplificate per garantire la mobilità dei volontari e degli operatori sociali nel territorio di riferimento ed in relazione all’approvvigionamento di farmaci, alimenti, DPI e beni di prima necessità essenziali per l’espletamento del servizio.
E’ necessario individuare le più opportune forme di raccordo con le organizzazioni di volontariato e gli enti del terzo settore operanti nel territorio in modo da effettuare una programmazione adeguata dei servizi e delle attività, anche quelli in regime di convenzione, attraverso il coordinamento essenziale della Regione Calabria, dei Comuni e delle Province di riferimento e con l’adozione di specifiche procedure amministrative finalizzate a garantire l’erogazione delle risorse necessarie alla prosecuzione dei servizi anche in questo stato emergenziale, fornendo adeguato sostegno alle categorie vulnerabili.
E’ fondamentale che tutto avvenga nel pieno rispetto delle norme in vigore e con tutte le tutele ed i dispositivi di protezione previsti.
Bisogna, altresì, chiedersi sin da ora quello che accadrà sapendo che, sconfitto il coronavirus, nulla sarà come prima e che occorre attivarsi tempestivamente per sostenere tutti quei nuclei familiari e tutte quelle persone che a distanza di molti giorni dall’inizio dell’emergenza sanitaria, del cosiddetto “lockdown”, già stanno subendo gravi ripercussioni economiche, psico-sociali e culturali.
E’ con questa consapevolezza che riteniamo fondamentale fare in modo che le attività di volontariato, di solidarietà e di mutuo soccorso possano proseguire senza soluzione di continuità ed in modo coordinato con tutte le procedure messe in campo dal Governo.
Per questo motivo ed in relazione a quanto sopra richiamato chiediamo alla Regione Calabria, nella persona del Presidente Santelli, di attivare un tavolo di coordinamento con gli Enti locali e gli Enti del Terzo Settore, di adottare nuove ed eccezionali iniziative con i relativi provvedimenti normativi per affrontare questa emergenza, come ad esempio un fondo di solidarietà straordinario, affinché l’attività di volontariato possa proseguire in piena sicurezza, con le risorse adeguate e con la massima efficacia anche nella nostra Calabria.
Firmato
Centro Servizi per il Volontariato “Aurora” di Crotone
Forum Terzo Settore provinciale di Crotone
Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini
Italia Nostra - Sezione di Crotone
Associazione “Terra e Libertà”
Associazione Maslow Crotone
Associazione “Gli Spalatori di Nuvole”
Arci Crotone
Cooperativa “Agorà Kroton”
Associazione “Nonostante tutto Resistiamo”
Associazione “Il Barrio”
WWf Crotone
Cooperativa “Access Point” Crotone
Associazione "Volontari di strada" Crotone
Associazione Cittadinanzattiva _-Tribunale dei Diritti del Malato Crotone
Associazione A.F.O.M.A. “Sasso nello stagno” Crotone
Anteas Crotone
Associazione “L’isola che non c’è” Isola di Capo Rizzuto
Cooperativa “Kroton Community”
Cooperativa “Dalla parte dei ragazzi” Crotone
Cooperativa “I tre melograni” Cirò Marina
Associazione “Adultiraider” Cirò Marina
U. S. Acli Crotone
Associazione Il Lunario
Associazione Diversi ma Uguali KR
Associazione Nikol Ferrari Crotone
Anpi Crotone
Associazione Al Servizio del Cittadino Strongoli
Associazione FiasRaider Cirò Marina
Associazione AIFAD Isola Capo Rizzuto
Associazione Libera Crotone
Associazione Laicitalia Crotone
Aido Sezione di Crotone e gruppi provinciali
Associazione “Scaut Raider Calabri” Cirò Marina
Associazione “Dora” Crotone
Cooperativa sociale Baob
Cooperativa “Shalom” Crotone
Associazione “Ad un passo da te – Giuseppe Parrotta” Crotone
Associazione “Libere donne” Crotone
Società Dante Alighieri Crotone
GAK – Gruppo Archeologico Krotoniate
Associazione Crotone Vuole volare
Cooperativa Noemi Crotone
Associazione Protezione Civile Caccuri

lunedì 23 marzo 2020

CORONAVIRUS ED EMERGENZA SANITARIA

Tra i firmatari del comunicato, per l'Associazione Laicitalia Crotone,

Associazioni Crotone: Coronavirus ed emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo richiede lungimiranza ed impegno collettivo. Non è il tempo della caccia alle streghe e le istituzioni e la politica hanno il dovere di essere morigerati nelle proprie esternazioni, per evitare di ledere l’impegno dei tanti lavoratori della sanità che pubblica che, mai come in questo momento, devono essere sostenuti.
La coesione sociale, necessaria per affrontare tutti insieme il difficile momento che il nostro Paese sta vivendo, non la ricostruiremo senza riconnettere i cittadini e le istituzioni pubbliche, senza ricostruire il rapporto fiduciario tra le persone e la cosa pubblica.
Ecco perché valutiamo importante che la direzione strategica della ASP di Crotone, prima di abbandonarsi a comunicati stampa che minano la fiducia dei cittadini nel personale sanitario, accerti chi tra i propri dipendenti abbia scelto di sfuggire al proprio dovere e chi, invece, si trova in stato di malattia da prima che scattasse l’allarme per il Covid-19 nel nostro territorio o per altri motivi indifferibili.
Il deficit di personale sanitario a tutti i livelli di cui la nostra ASP soffre non è nato con il diffondersi dell’emergenza legata al Coronavirus, eppure solo oggi ci si rende conto di quanto sia complicato garantire il diritto alla salute per tutti di fronte a carenze di organico.
Da quest’emergenza che ci costringe a rivedere priorità e bisogni occorre trarre insegnamento, anche per ridisegnare le sorti della sanità pubblica, spesso smantellata, vituperata, ma l’unica che garantisce il diritto alle cure per tutte le persone, l’unica in prima fila a lottare per la salute di tutti.
Ecco che, allora, alle carenze di organico si dovrebbe rispondere con le assunzioni dirette dalle graduatorie di idonei che giacciono in attesa di un sguardo da tempo e con il ricorso alla sanità privata a cui tanto abbiamo dato negli anni, permettendo – grazie al sostegno dello Stato – di far crescere eccellenze anche nel nostro territorio. Se è il momento dell’unità è il momento in cui chi può deve dare, chi sa deve operarsi per il bene collettivo. Esistono strutture e personale sanitario di ogni livello a disposizione della sanità privata, la direzione strategica della ASP parta dalle tante strutture convenzionate di cui ha ogni sorta di informazione, che siano coinvolte e chiamate a raccolta ed alla responsabilità.
Perché tutto il personale medico delle strutture private non si fa avanti, ovviamente con tutti i dispositivi di protezione individuale del caso, per mettersi a disposizione della sanità pubblica e di tutti i cittadini crotonesi? Sarebbe un bel gesto, un gesto di responsabilità.
L’organizzazione della sanità calabrese, lo sappiamo tutti, è stato il bacino di voti clientelari di buona parte della classe politica che con cinismo ha contribuito, insieme ai tagli, a non rendere effettivo il diritto alla salute nella nostra regione.
Alcune osservazioni però riteniamo di doverle fare. Il Policlinico universitario di Germaneto non ha mai avuto un pronto soccorso, cosa molto difficile da capire, anche se finalmente si sta attrezzando per essere il punto di riferimento principale per curare il maggior numero possibile di pazienti Covid 19. Taciamo del fatto che Catanzaro nel suo territorio provinciale ha tre ASP. Si, ben tre ASP. Giusto per triplicare i ruoli apicali amministrativi e sanitari e gestire male, molto male i soldi dei calabresi. Ma lasciamo perdere.
Nella nostra ASP, l’ASP di Crotone, la carenza di organico del personale medico è enorme. Anche i posti letto sono stati drasticamente ridotti, lasciando il nostro presidio ospedaliero sguarnito di moltissime specializzazioni. Anche la medicina d’urgenza ha pochi posti rispetto al necessario e la terapia intensiva ha solo 4 posti. Come affrontiamo dunque la pandemia più drammatica degli ultimi decenni? Potenziare in via ordinaria la nostra sanità pubblica sarà uno degli obiettivi che ci poniamo nel prossimi futuro, ma per l’oggi noi auspichiamo una riorganizzazione interna all’ospedale San Giovanni di Dio, potenziando il reparto che prende in cura i pazienti Covid 19 e aumentando i posti di terapia intensiva e terapia semi-intensiva e trasferendo in questi reparti tutti gli infermieri e il personale paramedico competente e disponibile. Attrezziamo il nostro ospedale e prendiamoci cura dei crotonesi che si ammaleranno di coronavirus, ringraziando sin da ora tutti i lavoratori della sanità pubblica.
FIRMATO
Associazione “Terra e Libertà” Crotone   
Associazione “Gli Spalatori di Nuvole” Crotone
Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini – Crotone
Italia Nostra – Sezione di Crotone
MGA Sindacato Nazionale Forense
Associazione Cittadinanzattiva _-Tribunale dei Diritti del Malato Crotone
Aido Sezione di Crotone e gruppi provinciali
Forum Terzo Settore Crotone
Arci Crotone
Associazione “Il Barrio” Crotone
Cooperativa “Agorà Kroton”                           
Associazione “Maslow” Crotone
Associazione CODICI Calabria
Associazione Crotone Vuole volare
Associazione “Nonostante tutto Resistiamo” Crotone
WWF Crotone
Associazione “Dora” Crotone
Associazione Volontari di strada
Anteas Crotone
Associazione Laicitalia Crotone
Cooperativa “Shalom” Crotone
Comitato “Piscina bene comune” Crotone
Associazione Nikol Ferrari Crotone
GAK – Gruppo Archeologico Krotoniate
Cooperativa “I tre melograni”
Associazione Scaut Raider Calabria
Associazione FiasRaider Cirò Marina
Associazione Libera Crotone
Anpi Crotone
Condotta Slow Food di Crotone
Diversi ma Uguali KR
Associazione Yogananda Yoga Crotone
Società Dante Alighieri Crotone