lunedì 4 marzo 2019

MORETTI TRA PINOCHET E SALVINI

È stato presentato a Lecce l’ultimo film di Moretti: “L’Argentina e l’Italia” contenente le crude testimonianze di chi subì dopo l’uccisione di Allende la repressione dei militari e di quanti ripararono fortuitamente nell'Ambasciata italiana.
Suggestiona di come da un giorno all'altro i militari abbiano commesso truci e sadiche torture nonché eliminazioni di tante persone di diversa appartenenza politica.
In Italia, per esempio, si sono verificati eventi repressivi della polizia, da quella Scelbiana nel ’50 contro i braccianti all'ultima nella caserma Diaz a Genova (presente l’On. Fini nella relativa questura) senza tralasciare stragi o deviazioni dei servizi segreti. Può far terribilmente testo la morte di un inoffensivo arrestato, ridotto, incaprettato, a terra, sul cui evento Salvini si è così espresso: “Che bisognava porgergli cappuccino e brioche?”.
Un vero ministro avrebbe dovuto invece esprimere rammarico. C’è da rabbrividire al pensiero se prevalesse una maggioranza di segno o sogno salviniano: da Casapound senza freni, da assalti confessionali più legittimati nelle cliniche che accolgono donne per l’aborto; a dirigenti politici omofobi e sempre più triviali contro le donne o i movimenti di dissenso sociale e culturale.
Moretti comunque tra Pinochet e Salvini dà notizia di aiuti per i perseguitati da parte di un vescovo e di una suora. Non va ignorato che il Generale dittatore fu salutato ed omaggiato da Papa Woitjla impegnato come i suoi successori a silenziare i movimenti di liberazione in America latina, depurandoli da idealità di giustizia ritenute marxisteggianti per finire con una “Teologia del popolo” elaborata dal gesuita Bergoglio per una concezione di collaborazione delle classi e non di lotta, grazie al riferimento all'Altissimo.
Forse Moretti sarebbe l’unico ad obiettare a Papa Francesco di “dire cose di sinistra” per evitare di illudere tanti nello sperare che in Paradiso come in terra le strade siano lastricate di giustizia e verità, con una sua insostituibile guida.


Giacomo Grippa (direttivo naz.le Laicitalia)

martedì 19 febbraio 2019

MARTIRI DA RICORDARE


Mario Pagano e Salvatore Morelli ricordati a Brienza i due martiri dell'oscurantismo clericale e della barbarie borbonica.
Sono stato ieri nel Comune di Brienza, nella Val d'Agri, dopo Potenza per la istituzione di un Parco Letterario, intestato al poeta, filosofo e validissimo penalista e docente universitario a Napoli. Mario Pagano, lì nato l'8/12/1748.. Oltre che autore di testi letterari e teatrali, Pagano ha presieduto la Commissione che elaborò il testo della Costituzione per la Repubblica Partenopea, proclamata il 3 febbraio 1799. Da sottolineare che la Costituzione della Repubblica Partenopea come quella della Repubblica Romana del 1848 rappresentano la più avanzata cultura democratica e giuridica che tanto hanno preceduto quella della nostra Repubblica antifascista del 1948..Fra i suoi componenti, vanno ricordati: 1) "Saggi politici, condannati dalla Chiesa e posti all'Indice per empietà: 2) il testo teatrale "Corradino", una condanna dell' "esecrabile Vaticano", per aver sempre ostacolato i processi di possibile unificazione dell'Italia. Basti ricordare le iniziative di Federico II, della Repubblica Fiorentina, del Risorgimento. del Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno 1946. Per l'occasione ho ricordato un altro valoroso giurista meridionale, Salvatore Morelli, nato a Incarogno (BR) il 1824 e morto a Pozzuoli il 22 ottobre 1880, incarcerato dai Borbone per 10 anni, consigliera comunale a Napoli dal 1863/867, dove elaboro' un progetto di Riforma della Pubblica Istruzione, per una scuola pubblica, obbligatoria e laica ed interventi di bonifica sociale a favore delle donne e dei giovani. Fu eletto, il 1867/1880, alla Camera, nel collegio di Sessa Aurunca, (sarà fra breve promosso un convegno) per essere stato il primo parlamentare in Europa a presentare disegni di legge per il voto alle donne, il piccolo divorzio, la cremazione. Ma anche per la parità di genere, del figlio naturale col legittimo, il bi-cognome ai figli e tra i coniugi, per la tutela delle madri-lavoratrici. Sempre avversato ed irriso, di lui fu approvata una sola proposta per riconoscere alle donne la facoltà di testimoniare. Si impegnò per l'accesso delle ragazze ai primi due anni del Ginnasio, per la ferrovia Napoli-Foggia e Napoli-Gaeta. Si oppose strenuamente alla concessione con le Leggi delle Guarentigie, di insostenibili privilegi al monarca del Vaticano, temendo un ritorno, come poi avvenuto, ad un indiretto "Potere Temporale". Difese altrettanto fortemente le ragioni, non tanto del Sud, ma di tutta la nazione, le ragioni per conservare a Brindisi alcune funzioni portuali,, trasferite a Trieste, proprio mentre con l'apertura del Canale di Suez, il Mediterraneo diventava epicentro degli scambi commerciali. Fu uno strenuo pacifista, si batté infatti per cambiare la intitolazione del Ministero della Guerra in Min, della Pace. Pagano finì al patibolo il 29/10/1799, Morelli morì poverissimo in una modesta Locanda il 22 ottobre 1880, dove conservano i suoi resti ed onorano il suo sofferto e coerente operato politico. Importanti al riguardo quanto ricostruito della vita di Morelli le pubblicazioni dello storico Vincenzo Adinolfi.

Giacomo Grippa 




lunedì 4 febbraio 2019

COMUNICATO STAMPA DEL PCI VENEZIA

La nostra petizione al Sindaco Dott.Luigi Brugnaro del 16 gennaio 2019 sull'argomento in oggetto e la nostra informativa di pari data a tutti i Capi Gruppo del Consiglio Comunale di Venezia (Cfr.all.) non hanno avuto alcun riscontro da parte dei destinatari, per cui abbiamo deciso di convocare un incontro con alcune associazioni locali , che si sono dichiarate disponibili ad intraprendere un'azione comune per invitare sia il Sindaco, che l'intera politica veneziana ad affrontare e risolvere questo annoso problema, che comporta una evidente discriminazione per tutti i cittadini non di fede cattolica nel delicato momento della perdita dei propri congiunti.
All'incontro, che si terrà mercoledì prossimo 6 febbraio alle ore 17 presso la sede dell'U.A.A.R. di Mestre in Via Napoli 49/A, parteciperanno, oltre che la scrivente sezione del PCI - Partito Comunista Italiano e la stessa U.A.A.R. di Venezia, anche le strutture locali di LAICITALIA, DEMOCRAZIA ATEA ed A.N.P.I.
Nel ringraziarVi per il rilievo che vorrete riservare a questa notizia, porgiamo distinti saluti.


lunedì 21 gennaio 2019

IL GARANTE È LATITANTE



Il 27 dicembre 2018 Laicitalia indirizzava una nota al garante regionale (Veneto) dei diritti della persona, denunciando il mancato rispetto della legge 241/90 in merito ad una istanza presentata alla regione Veneto nella persona del suo rappresentante legale, Luca Zaia.
Appare singolare che dopo 26 giorni, nemmeno il garante si sia degnato di rispondere ad una richiesta di intervento volto a sanare una palese violazione dei diritti del cittadino.
Evidentemente in Veneto il rispetto delle norme e la tutela dei diritti della persona hanno un significato diverso dal resto d’Italia.


Mirella Gallinaro Garante del Veneto





venerdì 4 gennaio 2019

ZAIA SNOBBA LA LEGGE 241/90

Alcuni mesi fa Laicitalia inviava una richiesta al presidente Zaia chiedendo di attivare un protocollo d’intesa per l’erogazione di Assistenza Spirituale Non Confessionale negli ospedali pubblici del Veneto. 
Ad oggi nessuna risposta, ed è per questo che abbiamo coinvolto il Garante regionale dei diritti della persona per manifesta violazione della legge 241/90. 
Di seguito la nota inviata a Zaia. 































Alla Regione Veneto
Palazzo Balbi Dorsoduro,3901 30123 Venezia
protocollo.generale@pec.regione.veneto.it

Oggetto: assistenza spirituale non confessionale

Vista la deliberazione della giunta regionale n. 3583 del 24 novembre 2009. 

Visto il protocollo d’intesa tra Regione Veneto e Diocesi Provinciale Ecclesiastica Veneta (Allegato A alla deliberazione n. 3583/2009). 

Tenuto conto che entrambi i documenti sopra citati evidenziano che “la libertà religiosa è riconosciuta e garantita a livello costituzionale dall’art. 19”. 

Tenuto conto che la Corte Costituzionale con sentenza n. 117 /1979 ha inquadrato le convinzioni non confessionali come ulteriore estrinsecazione della libertà di religione protetta appunto dall’art. 19 della Costituzione. Preso atto che l’assistenza spirituale ai non credenti deve essere interpretata come parte integrante dell’assistenza spirituale in generale, anche sulla scorta dell’interpretazione europea del significato di religione intesa come positiva ma anche negativa (non credenti). 

Tenuto conto che l’assistenza spirituale non confessionale (ASNC) deve essere interpretata come un aiuto, agli atei/agnostici degenti in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche, finalizzato a dare risposte su domande esistenziali fondamentali come il senso della malattia, della vita e della morte. 

Tenuto conto che l’approccio è diverso da quello confessionale: assistere spiritualmente un non credente significa valorizzare gli aspetti etici che il soggetto ha saputo costruirsi durante la sua vita, ancor di più se le sue aspettative di vita si sono improvvisamente ridotte. 

Tenuto conto che agli assistenti religiosi si applica il CCNL per il personale del Servizio Sanitario Nazionale – area del comparto del 7/4/1999. L’associazione LAICITALIA, nel rispetto della libertà religiosa in Italia, espressa giuridicamente, al livello più alto in quattro articoli della Carta Costituzionale (7-8-19-20), oltre all'articolo 3, che disciplina il divieto di discriminazione dei soggetti in base a motivi (anche) religiosi, 

CHIEDE 

la stipula di un protocollo d’intesa volto a disciplinare il servizio di assistenza spirituale non confessionale (ASNC) nel pieno rispetto dell’art. 19 della Costituzione.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO LAICITALIA

mercoledì 26 dicembre 2018

IL CROCIATO CHE PUNZECCHIA L'AVVENIRE


Si perpetua con la sbandierata "politica del cambiamento" il contraddittorio compromesso storico tra Trono ed Altare. 
E' bastato che la gerarchia cattolica insistesse tanto nel denunciare il tradito insegnamento evangelico dell' accoglienza, da spingere Salvini ad esaltare l' eliminazione dei contributi statali ai giornali, come a l'Avvenire, inutili per lui perchè sostenibili  solo con le vendite. Siamo all'ennesimo demagogico attacco ai costi  della  politica e della informazione, ritenuti privilegi, ultimi in classifica, se pensiamo ai sostegni, diretti ed indiretti assicurati al calcio. 
Il Vaticano resti avvisato.  
Ma il crociato in servizio permanente effettivo, Salvini,  punzecchia l'Avvenire, organo dei Vescovi  e di questo Papato. 
Non farebbe saltare, avendo cura della Curia, la varietà infinita di prerogative ed erogazioni, assicurate al Clero, anche con trucchi legislativi. Un costo ammontante ad oltre 12 miliardi l'anno. 
Si pensi all'8 x mille  o al 7% degli oneri di urbanizzazione, elargiti da Stato e Comuni. Continua l'elusione o la corrosione del principio di laicità e del valore della democrazia.
Giacomo Grippa ( direttivo nazionale Laicitalia