sabato 6 aprile 2019

CANDIDATURE

In conformità a quanto previsto negli articoli 21 e 24 dello statuto di Laicitalia, l'Assemblea dei soci elegge il Presidente e tutti i componenti del Consiglio direttivo. Le candidature  per ricoprire la carica di presidente o consigliere, dovranno pervenire a mezzo email all'indirizzo  direttivo@laicitalia.it  entro le ore 24 del 7 maggio 2019, specificando il ruolo per il quale ci si candida.

venerdì 5 aprile 2019

RINNOVO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

I soci dell’associazione LAICITALIA sono convocati in assemblea ordinaria in prima convocazione il giorno 07/06/2019 alle ore 20:00, ed eventualmente in seconda convocazione il giorno 07/06/2019 alle ore 21:00, per esaminare il seguente ordine del giorno:
rinnovo Consiglio Direttivo.
Per le votazioni potranno essere adottate modalità elettroniche.
Il Consiglio direttivo

mercoledì 3 aprile 2019

LAICITA’

Sabato 30 marzo a Verona tra le circa 150.000 persone presenti per manifestare contro il congresso dell’orrore, c’era anche Laicitalia, a fianco di donne, uomini, associazioni, partiti, tutti assieme a rivendicare il rispetto dei diritti umani e civili.
Abbiamo fatto parte di un corteo oceanico (uno degli slogan era “tu sei Fontana noi siamo MAREA”) pieno di rabbia e determinazione, che, lungo le vie di Verona ha gridato NO a coloro che vorrebbero negare il diritto di autodeterminazione e libera scelta in materia di sessualità, famiglia, maternità e sessualità,
La manifestazione di Verona ha dimostrato che non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti conquistati nel corso dei secoli e lotteremo con tutte le nostre forze contro quella politica oscurantista, di stampo patriarcale, che ci vuole riportare nel medioevo, che fa della discriminazione il proprio cavallo di battaglia.
Come hanno evidenziato le tante donne giunte da tutto il mondo per partecipare all’assemblea transfemminista svoltasi il giorno dopo a Verona, il Patriarcato e la chiesa cattolica sono i principali responsabili della negazione dei diritti; resta pertanto più che mai attuale il filo conduttore che contraddistingue la lotta di tutti noi per la tutela dei diritti umani, ovvero la rivendicazione del diritto di laicità, la rivendicazione di uno stato laico, o per capirci meglio, di uno stato ateo, come amava definirlo Proudhon, ovvero uno stato rispettoso di tutte le religioni, ma neutro nei loro confronti, senza favorirne alcuna.
Non ci arrenderemo mai, Salvini e company lo tengano bene a mente.

lunedì 4 marzo 2019

MORETTI TRA PINOCHET E SALVINI

È stato presentato a Lecce l’ultimo film di Moretti: “L’Argentina e l’Italia” contenente le crude testimonianze di chi subì dopo l’uccisione di Allende la repressione dei militari e di quanti ripararono fortuitamente nell'Ambasciata italiana.
Suggestiona di come da un giorno all'altro i militari abbiano commesso truci e sadiche torture nonché eliminazioni di tante persone di diversa appartenenza politica.
In Italia, per esempio, si sono verificati eventi repressivi della polizia, da quella Scelbiana nel ’50 contro i braccianti all'ultima nella caserma Diaz a Genova (presente l’On. Fini nella relativa questura) senza tralasciare stragi o deviazioni dei servizi segreti. Può far terribilmente testo la morte di un inoffensivo arrestato, ridotto, incaprettato, a terra, sul cui evento Salvini si è così espresso: “Che bisognava porgergli cappuccino e brioche?”.
Un vero ministro avrebbe dovuto invece esprimere rammarico. C’è da rabbrividire al pensiero se prevalesse una maggioranza di segno o sogno salviniano: da Casapound senza freni, da assalti confessionali più legittimati nelle cliniche che accolgono donne per l’aborto; a dirigenti politici omofobi e sempre più triviali contro le donne o i movimenti di dissenso sociale e culturale.
Moretti comunque tra Pinochet e Salvini dà notizia di aiuti per i perseguitati da parte di un vescovo e di una suora. Non va ignorato che il Generale dittatore fu salutato ed omaggiato da Papa Woitjla impegnato come i suoi successori a silenziare i movimenti di liberazione in America latina, depurandoli da idealità di giustizia ritenute marxisteggianti per finire con una “Teologia del popolo” elaborata dal gesuita Bergoglio per una concezione di collaborazione delle classi e non di lotta, grazie al riferimento all'Altissimo.
Forse Moretti sarebbe l’unico ad obiettare a Papa Francesco di “dire cose di sinistra” per evitare di illudere tanti nello sperare che in Paradiso come in terra le strade siano lastricate di giustizia e verità, con una sua insostituibile guida.


Giacomo Grippa (direttivo naz.le Laicitalia)