martedì 20 dicembre 2016

IVG a spese dello Stato

Aver equiparato l’obiezione di coscienza alla libertà di coscienza nei casi di interruzione volontaria della gravidanza ha praticamente annullato il diritto di abortire, rendendo inutilizzabile la Legge 194.
L’OBIEZIONE DI COSCIENZA negli ospedali del nostro Paese è il paravento della misoginia religiosa.
Laicitalia tuttavia ha intenzione di dire basta agli abusi perpetrati per anni nei confronti delle donne che per motivi sanitari o personali hanno dovuto affrontare questa ...esperienza.
Laicitalia intende dare piena attuazione alle norme contenute nel D.lgs. 124/98, ovvero, nel caso che il predetto intervento non possa essere assicurato dalle strutture pubbliche nei tempi indicati, possa diversamente essere garantito tramite attività libero-professionali in regime intramoenia o da strutture private accreditate, a spese dello stato.
Alla luce di quanto sopra esposto, Laicitalia chiede che venga reso noto l’elenco delle strutture private accreditate alle quali rivolgersi - a spese dello Stato - per effettuare Interruzioni Volontarie di Gravidanza.
Il Consiglio Direttivo di Laicitalia
Firma la petizione https://www.change.org/p/beatrice-lorenzin-diritto-di-abort…
Scarica il facsimilie https://drive.google.com/…/fol…/0B8fbZQoQqihyVjVQNDcyaDQ3NUU

venerdì 9 dicembre 2016

INGERENZE

La Santa Sede rompe il silenzio e riprende la sua consueta ingerenza negli affari interni del nostro Stato.
Attraverso Parolin, suo Segretario di Stato, Bergoglio ha mandato a dire che sta seguendo da vicino la crisi di governo nel nostro Stato.
Sempre attraverso Parolin, Bergoglio valuta che la bocciatura di Renzi è netta.
Dunque Bergoglio non vuole un Renzi bis, e lo fa sapere a Mattarella.
Aggiunge che, pur nella diversità di vedute, bisogna trovare unità.
Tradotto in simultanea significa che in Vaticano auspicano un nuovo governo con PD e Forza Italia.
Dettano anche un minimo di agenda politica per il nuovo governo: lavoro, giovani, integrazione.
Non manca la consueta attenzione alla famiglia intesa come nucleo chiuso, oggettivamente proteso verso i propri componenti, incapace dunque di solidarietà sociale: gli italiani è così che li vogliono.
Mattarella ha iniziato le consultazioni, e nella calendarizzazione degli incontri non c’è ovviamente il Papa Re, ma non è un problema, attraverso il suo Segretario, Bergoglio ha fatto sapere cosa vuole.
(articolo pubblicato su www.democrazia-atea.it)

UNISCITI A NOI

LAICITALIA è un'associazione di promozione sociale che intende promuovere azioni, anche giudiziarie, nonché iniziative culturali e di divulgazione, che abbiano lo scopo di promuovere la difesa dei diritti costituzionali e dei diritti umani, nella costante riaffermazione del supremo Principio di Laicità. L’Associazione intende operare nelle scuole e nelle università, in contesti pubblici e privati, nelle istituzioni pubbliche e nelle associazioni private.
Se ti serve aiuto contatta il tuo referente provinciale; se vuoi diventare un referente provinciale scrivi a 
info@laicitalia.it

sabato 3 settembre 2016

LO STATO SA E TACE

In Italia parliamo di 120 - 150 miliardi di evasione fiscale all'anno ma non importa a nessuno: non interessa alle istituzioni che non si attivano nonostante la nostra denuncia sul caso dell'ospedale Bambin Gesù e non interessa i cittadini che nell'indifferenza più totale non firmano la petizione per chiedere chiarezza sull'ospedale pediatrico di Roma. Questa è l'Italia.


https://www.change.org/p/l-ospedale-bambino-gesu-e-un-evaso



Al Presidente del Consiglio dei Ministri - Dott.Matteo Renzi

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze – Dott.Pier Carlo Padoan
Al Ministro della Salute – Sig.ra Beatrice Lorenzin
Ai Capigruppo di Camera e Senato Alla Procura Generale presso la Corte dei Conti
Al Presidente della Regione Lazio – Sig. Nicola Zingaretti
Al Direttore Centrale dell’Agenzia delle Entrate – Dott.ssa Rossella Orlandi 
Democrazia Atea pone all’attenzione delle Autorità in indirizzo le seguenti osservazioni.
1.Con sentenza della Corte di Cassazione n.16847 del 1° agosto 2011 si è ribadito che le immunità previste dai Patti Lateranensi ai fini della giurisdizione, riguardano esclusivamente i 30 Enti Centrali della Chiesa Cattolica e Enti gestiti direttamente dalla Santa Sede.
Si riconoscono a detti Enti, che pure ricadono in gran parte su suolo italiano, di operare in esenzione da ogni ingerenza da parte dello Stato Italiano.
Tutti gli altri Enti e Istituti ecclesiastici invece, operando sul suolo italiano, e non annoverati tra gli Enti Centrali, sono soggetti alla legislazione italiana, compresa quella tributaria e fiscale.
2.Nell’elenco dei 30 Enti, allegato alla Convenzione Sociale ratificata tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede in data 16 giugno 2000, ratificata con legge 19 giugno 2003 n.244 Allegato n.1, richiamata nella citata sentenza, non è annoverato l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
3.L’esclusione dall’elenco dei 30 Enti Centrali consente allo Stato Italiano di applicare la propria giurisdizione e la propria normativa fiscale e tributaria a carico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
4.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di fatto, non può invocare alcuna esenzione fiscale non essendo Ente Centrale.
5.Collegata all’Ospedale Bambino Gesù, opera l’omonima Fondazione Bambino Gesù con lo scopo di raccogliere fondi destinati ai bambini ma utilizzati, in realtà, come emerge da inchieste giornalistiche, per scopi diversi, come ristrutturazioni di appartamenti di lusso e viaggi in elicottero non certo per ragioni sanitarie.
6.Tra l’Ospedale e la Fondazione v’è un indubbio collegamento ma i rapporti finanziari che intercorrono tra i due istituti non sono accessibili ai più.
7.Il Bambino Gesù, da quanto emerge da inchieste giornalistiche, pare che abbia svolto operazioni commerciali acquistando quote azionarie della EXXSON (società petrolifera) della BAXTER (multinazionale farmaceutica), della 3M (multinazionale della tecnologia in campo sanitario), e non si ha notizia che su queste operazioni commerciali abbia pagato alcuna tassazione.
8.I maggiori introiti dell’Ospedale provengono dalla Regione Lazio e dal Servizio Sanitario Nazionale per un ammontare di circa 184 milioni di euro, cui si aggiungono, dal 2005, 50 milioni di euro l’anno e dal 2012, 80 milioni di euro l’anno.
9.Tutte le attività svolte all’interno di questa struttura ospedaliera, non risulta che si svolgano applicando le leggi italiane sulla tassazione fiscale né si individua una norma che consenta detta esenzione.
10.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù non risulta che paghi le tasse verso lo Stato italiano per le attività sanitarie che si svolgono al suo interno e che invece, nelle altre strutture sanitarie italiane sono soggette a tassazione.
11.Nonostante, per Convenzione tra i due Stati, i dipendenti delle strutture vaticane siano soggetti alla tassazione italiana, non risulta che i dipendenti dell’Ospedale Bambino Gesù paghino l’IRPEF.
12. Nonostante l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù disponga di un patrimonio immobiliare considerevole, non risulta che paghi l’IMU né altre tasse comunali. 
13.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù resta una eccellenza per qualità dei servizi sanitari offerti e per prestigio professionale degli operatori, indubbiamente anche in forza ed in virtù delle enormi risorse finanziarie di cui può disporre, in uno sbilanciamento abissale rispetto alle risorse di cui invece (non) dispongono gli ospedali pubblici. Premesso quanto sopra Si chiede a tutte le Autorità in indirizzo, ciascuna per le proprie competenze, di disporre una indagine conoscitiva volta a confermare se sia o meno conforme a normativa e giurisprudenza l’esenzione fiscale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Ove venisse confermato che eventuali esenzioni fiscali non sono conformi alla normativa vigente, si chiede che si adottino misure conseguenti. 


La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

lunedì 15 agosto 2016

LA MOLTIPLICAZIONE DEI GIOVANI A CRACOVIA

Dopo tanti ripetitivi osanna sui semplici consigli somministrai dal papa al milione e seicentomila giovani confluiti a Cracovia, una domanda "risorge" spontanea: Quanto costa al Vaticano la biennale 'scampagnata oceanica" della gioventù? Miliardi e miliardi.( Il mio Comune d'origine, Massafra, "offrì" circa 8.000 euro per partecipare alla precedente Giornata Mondiale a Colonia...Per i costi fortuna che la presenza "stimabile" a Cracovia sarebbe da ridurre ad un decimo, salvo smentita in eccesso da parte della Polizia polacca.. Comunque se non si vive di solo pane, non dovremmo meravigliarci delle migliaia di bambini chi muiono di fame nel mondo. Intanto scarseggiano le vocazioni, ma anche lasciti ed oboli, in nome di religiosi e santi, raccolti nel demonizzato Ior, la banca Vaticana. Con l'aggiunta, in Italia, dell' intoccabile finanziamento pubblico della religione che ammonta ad oltre dieci miliardi l'anno.

sabato 23 luglio 2016

L'ORDINANZA SUI BRACCIANTI DI NARDO' di Renzo Ciani


Condivido in larga parte la lettera del Sig. Grippa pubblicata su la
Repubblica di domenica 17/7/2016.
Alcuni passaggi mi lasciano perplessso.
Credo di aver capito che se il sindaco di destra, dopo aver battuto al
ballottaggio il precedente sindaco del PD, ha trovato spazio ed
argomenti per annunciare i provvedimenti che si leggono anche
nell'articolo di Chiara Spagnolo riportato a pag. 16 dello stesso
giornale, molto è dovuto, purtroppo, alla insufficiente azione delle
organizzazioni della sinistra ed anche della cgil, di cui faccio parte e
ove ho operato in gioventù.
L'articolo che ho citato si conclude dicendo che l'attuale sindaco
Mellone, rivendica " che quattro anni fà - dai banchi della destra in
consiglio comunale - fù propi lui a lanciare l'idea che il Comune fosse
parte civile contro gli imprenditori accusati di schiavismo. Ma il
sindaco PD Marcello Risi volle che l'amministrazione restasse fuori dal
processo."
Ho scritto, oltre che alla CGIL di Foggia, anche alla Federazione
Provinciale del PD della stessa città, chiedendo a quest'ultima se,
forse, i voti degli imprenditori "accusati di schiavismo" non siano
stati sufficienti a rieleggere il precedente sindaco di cento sinistra;
dove pensano debba andare il PD e anche, nella regione che ha dato i
natali a Di Vittorio, chi intendano rappresentare.
Ad oggi non ho ricevuto risposte, ma non è questo il problema,
soprattutto perche le domande non sono rivolte solo alla sinistra di
Foggia, ma più in generale alla sinistra globalmente intesa, da uno
(ancora?) iscritto ed elettore del PD.
La conclusione della lettera del Sig. Grippa non so se leggerla come
amara considerazione o come una battuta ironica.
I raccoglitori di cocomeri, o di altri prodotti, probabilmente
intuiscono che per "battere gli speculatori" servono ben altri impegni.
Occorre chiedersi se chi, per tradizione e per la stessa ragione di
esserci, deve attuare gli impegni e le scelte giuste intenda farlo.
I lavoratori, specie se stranieri, non scelgono per ragioni ideoligiche
in relazione al colore politico, da chi farsi rappresentare. E' chi
opera, o promette di operare, a loro favore e và loro incontro che
risulterà il loro rappresentante.-
Saluti cordiali
Renzo Ciani

LE SAGRE? UNA MANNA PER LEUCA

E' stato promosso dal Coordinamento Sagre del Capo di Leuca, unitamente al Sindaco di Tricase, all' Assessora regionale al Turismo Culturale, alla vice Ministra dello Sviluppo Economico e al titolare della diocesi, un convegno su: Economia collaborativa per gli eventi del territorio.
Pregevole il Tacco d'Italia, attrattivo per tanti investimenti ed anche per le iniziative di incremento del turismo religioso. Ora per le Sagre, (sacre anche queste?) come per l'ipotesi, per la verità non fondata, del prolungamento della "Via Francigena", fino al "Capo", col favore dei parlamentari salentini, come il non accantonato progetto (un treomostro) dell'ampliamento della sua Basilica che si voleva sbloccare nel 2008, per l' arrivo di papa Woityla. Al tempo del suo insediamento il vescovo di Lecce fu colpito negativamente dall' eccessiva diffusione delle sagre che si precisò promosse per la quasi totalità da enti non laici. A Leuca si punta a confermare le "finalità" delle sagre, non solo sacre, anche per le autorità politiche del territorio, lodato come "finibus terrae".

venerdì 1 luglio 2016

PARTECIPIAMO IL 2 LUGLIO AL GAY PRIDE DI TARANTO

Democrazia Atea di Puglia e l'Associazione Laicitalia, sezione di Lecce, aderiscono al Gay Pride che si svolgerà a Taranto nel pomeriggio-sera di sabato 2 Luglio. 
Al bando l'oscurantismo sessuofobico, sadico e cavernicolo dei clericali e per una umanità democratica che amplia i diritti, senza discriminazioni.


domenica 19 giugno 2016

LIBERTA' RELIGIOSA PLURALISMO LAICITA'


E' stato diffuso ieri sulla stampa locale un intervento critico del rappresentante del Centro Studi Rosario Livatino nei confronti del riformulando art-1 dello Statuto della Regione Puglia che ribadisce la tutela della "libertà religiosa" dei cittadini, facendo salvo per altri aspetti il superiore interesse generale, dei cittadini.
Questa subordinazione viene dal critico considerata addirittura anticostituzionale, sia perchè di competenza statale e in contrasto con gli artt. 19 e 20 che quella tutela assicura, sia perchè fondata su un interesse generale non specificato o specificabile.
Intanto nell' invocare la competenza statale, la si contraddice perchè paragonata allo Stato etico di marca nazifascista, occultando la portata degli artt. 2 e 3, tra i principi fondamentali della Repubblica, da cui discende la ratio della locuzione "interesse generale", con riferimento alla parità fra le concezioni religiose o culturali della vita, al pluralismo, alla imparzialità, in sintesi alla laicità.
La Comunità Europea ha sempre precisato che la libertà di avere una fede non può escludere quella di non averla. Voler preoccuparsi solo della prima, significherebbe considerare i propri valori verità assoluta, ripronendo uno Stato teocratico.
In Italia invece il progetto di legge sulla "Libertà religiosa" è bloccato dalla mancata approvazione del suo primo articolo, dove è sancito il riconoscimento o la tutela della libertà di credere e quella di non credere, non gradite alle forze clericali. Negando la seconda per loro si avrebbe una benedetta "sana laicità".


venerdì 10 giugno 2016

LA CEI DIFENDE IL SUO PRESIDENTE

Sembrava che la petizione scivolasse via nell'indifferenza e invece no, la CEI accusa il colpo e tenta una debole difesa.
Andiamo nel dettaglio: la CEI dichiara che per quell'incarico durato tre anni e voluto da San Giovanni Paolo II, il porporato nativo del bresciano, non ha ottenuto alcun assegno da pensionato d'oro.
Continua dicendo che la verità sul «vitalizio» del cardinale emerge sfogliando le pagine della sua dichiarazione dei redditi, compilata lo scorso anno e relativa al 2014, dove per l'appunto risulta confermata una pensione lorda da 650 euro e 50 centesimi al mese. Oltre a questo, nel documento fiscale figura lo stipendio del cardinale Bagnasco come arcivescovo di Genova, diocesi che conta quasi 700mila fedeli: 1300 euro netti al mese, con il reddito totale del Presidente della Cei che non arriva a 30mila euro. Per la precisione, le entrate del cardinale, visibili sfogliando il suo 740, ammontano a 29.822,00 euro annui lordi.
Aggiunge infine, che a chiarire il quadro anche una lettera dell'Inps, inviata dai vertici dell'Istituto direttamente alla segreteria del porporato.
Bene, analizziamo le eccezioni avanzate dalla CEI:
1) si cita un comunicato INPS diretto a Bagnasco. Ma come? L'INPS può dimostrare che Bagnasco non è un pensionato d'oro e non lo comunica all'opinione pubblica ma al diretto interessato che già conosce la verità?
Peccato che alcuni mesi fa Boeri ha dichiarato che il conto patrimoniale "fondo di previdenza per il culto" è in passivo di 2 miliardi e mezzo, appunto perché vengono erogate pensioni per le quali non sono stati versati i relativi contributi (ovvero pensioni privilegiate).
2) Si cita come prova documentale, la dichiarazione dei redditi del cardinale. Appare superfluo far notare che una dichiarazione fiscale è una dichiarazione di parte e può contenere dati non veritieri o incompleti, come dimostrato dai numerosi evasori fiscali (non totali) che scientemente omettono di dichiarare parte dei loro compensi. A tal riguardo sarebbe interessante un incrocio dei dati con quanto dichiarato dal sostituto d'imposta.
3) Ci sono fonti giornalistiche (Espresso e Sole 24 ore) che già nel 2012 denunciavano i 4.000 euro di pensione di Bagnasco, eppure, ad oggi nessuna denuncia per diffamazione.
Restiamo in attesa di idonea documentazione.

http://m.ilgiornale.it/news/2016/05/29/bagnasco-niente-privilegi-ecco-tutta-la-verita-sulla-pensione-da-milit/1264963/

mercoledì 25 maggio 2016

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze – Dott.Pier Carlo Padoan
Al Ministro della Salute – Sig.ra Beatrice Lorenzin
Ai Capigruppo di Camera e Senato
Alla Procura Generale presso la Corte dei Conti
Al Presidente della Regione Lazio – Sig. Nicola Zingaretti
Al Direttore Centrale dell’Agenzia delle Entrate – Dott.ssa Rossella Orlandi

Democrazia Atea pone all’attenzione delle Autorità in indirizzo le seguenti osservazioni.
1.Con sentenza della Corte di Cassazione n.16847 del 1° agosto 2011 si è ribadito che le immunità previste dai Patti Lateranensi ai fini della giurisdizione, riguardano esclusivamente i 30 Enti Centrali della Chiesa Cattolica e Enti gestiti direttamente dalla Santa Sede. Si riconoscono a detti Enti, che pure ricadono in gran parte su suolo italiano, di operare in esenzione da ogni ingerenza da parte dello Stato Italiano. Tutti gli altri Enti e Istituti ecclesiastici invece, operando sul suolo italiano, e non annoverati tra gli Enti Centrali, sono soggetti alla legislazione italiana, compresa quella tributaria e fiscale.
2.Nell’elenco dei 30 Enti, allegato alla Convenzione Sociale ratificata tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede in data  16 giugno 2000, ratificata con legge 19 giugno 2003 n.244 Allegato n.1, richiamata nella citata sentenza, non è annoverato l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
3.L’esclusione dall’elenco dei 30 Enti Centrali consente allo Stato Italiano di applicare la propria giurisdizione e la propria normativa fiscale e tributaria a carico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
4.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di fatto, non può invocare alcuna esenzione fiscale non essendo Ente Centrale.
5.Collegata all’Ospedale Bambino Gesù, opera l’omonima Fondazione Bambino Gesù con lo scopo di raccogliere fondi destinati ai bambini ma utilizzati, in realtà, come emerge da inchieste giornalistiche, per scopi diversi, come ristrutturazioni di appartamenti di lusso e viaggi in elicottero non certo per ragioni sanitarie.
6.Tra l’Ospedale e la Fondazione v’è un indubbio collegamento ma i rapporti finanziari che intercorrono tra i due istituti non sono accessibili ai più.
7.Il Bambino Gesù, da quanto emerge da inchieste giornalistiche, pare che abbia svolto operazioni commerciali acquistando quote azionarie della EXXSON (società petrolifera) della BAXTER (multinazionale farmaceutica), della 3M (multinazionale della tecnologia in campo sanitario), e non si ha notizia che su queste operazioni commerciali abbia pagato alcuna tassazione.
8.I maggiori introiti dell’Ospedale provengono dalla Regione Lazio e dal Servizio Sanitario Nazionale per un ammontare di circa 184 milioni di euro, cui si aggiungono, dal 2005, 50 milioni di euro l’anno e dal 2012, 80 milioni di euro l’anno.
9.Tutte le attività svolte all’interno di questa struttura ospedaliera, non risulta che si svolgano applicando le leggi italiane sulla tassazione fiscale né si individua una norma che consenta detta esenzione.
10.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù non risulta che paghi le tasse verso lo Stato italiano per le attività sanitarie che si svolgono al suo interno e che invece, nelle altre strutture sanitarie italiane sono soggette a tassazione.
11.Nonostante, per Convenzione tra i due Stati, i dipendenti delle strutture vaticane siano soggetti alla tassazione italiana, non risulta che i dipendenti dell’Ospedale Bambino Gesù paghino l’IRPEF.
12. Nonostante l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù disponga di un patrimonio immobiliare considerevole, non risulta che paghi l’IMU né altre tasse comunali.  
13.L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù  resta una eccellenza per qualità dei servizi sanitari offerti e per prestigio professionale degli operatori, indubbiamente anche in forza  ed in virtù delle enormi risorse finanziarie di cui può disporre, in uno sbilanciamento abissale rispetto alle risorse di cui invece (non) dispongono gli ospedali pubblici.
Premesso quanto sopra
Si chiede a tutte le Autorità in indirizzo, ciascuna per le proprie competenze, di disporre una indagine conoscitiva volta a confermare se sia o meno conforme a normativa e giurisprudenza l’esenzione fiscale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Ove venisse confermato che eventuali esenzioni fiscali non sono conformi alla normativa vigente, si chiede che si adottino misure conseguenti.

La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

venerdì 25 marzo 2016

"Ma che fastidio vi dà?"


Molti davanti alla nostra opposizione all'addobbamento con il crocifisso dei luoghi pubblici ci rispondono con la fatidica domanda"Ma che fastidio vi da?" confondendo la difesa del Principio di Laicità per "fastidio". Ci rendiamo conto che l'adesione a questo Principio richiede il superamento delle personali limitazioni, ma non è nemmeno pensabile che addobbare gli uffici pubblici con una simbologia partigiana debba essere interpretata come una azione a difesa della "italianità". Altra espressione che incontriamo spesso è "eliminare il crocifisso dai luoghi pubblici vuol dire abbassare le braghe" dove è evidente che si interpreti il crocifisso come baluardo in difesa della islamizzazione di cui, a dire di molti, sarebbero portatori "i nuovi italiani". Evidentemente è sconosciuto a molti quali saranno le modalità di islamizzazione dell'Europa. Pochi dati: una trentina di aziende italiane esportano marmi in Qatar. Nell’impianto di rigassificazione di Rovigo il Qatar ha una quota azionaria non indifferente. Esportiamo verso il Qatar prodotti nazionali tecnologici e meccanici per circa un miliardo l’anno. La Impregilo è impegnata nella costruzione della metropolitana della capitale Doha.
E’ stata istituita persino una Camera di Commercio italiana in Qatar.
Il Qatar è anche il maggiore finanziatore dei miliziani dell’ISIL (Islamic State of Iraq and the Levant) . Nel 2015 si terranno in Qatar i campionati mondiali di pallamano maschile e nel 2022 i mondiali di calcio. L’Emiro del Qatar è troppo ricco e irritarlo significherebbe incrinare la sua propensione per il Made in Italy. Dunque è da escludere che i mondiali possano essere boicottati. Meglio lasciare che siano i curdi ad arginare l’avanzata del califfato islamico.
Sono decenni che facciamo finta di combattere la mafia attraverso l’associazionismo locale nel mentre lasciamo che la mafia si radichi nelle nostre istituzioni, e questo dualismo ci è riuscito talmente bene che ora è stato mutuato anche in politica estera. Così da un lato consentiamo che siano le milizie locali curde a combattere l’ISIS e nel mentre lasciamo che i finanziatori qatarioti dell’ISIS si radichino nella nostra economia e nella nostra finanza. E non rinunceremo di certo allo spettacolo dei campionati di calcio dalle fantastiche tribune qatariote. Questa ipocrisia è davvero il Made in Italy più autentico, quello che si identifica nel simbolo politico del crocifisso.
(19 ottobre 2014)

martedì 15 marzo 2016

PENSIONI D'ORO

Gentile Presidente,
ho avviato una petizione online per chiedere l’abolizione della pensione percepita dal cardinale Bagnasco in qualità di generale di armata per aver svolto funzioni di cappellano militare dal 2003 al 2006.
La petizione in pochissimi giorni ha superato le 85.000 firme, segno evidente che su questo tema la popolazione ha una discreta sensibilità.
Se fosse stata avviata una legge di iniziativa popolare, e non un petizione online, con molta probabilità non avremmo avuto difficoltà a raccogliere le firme.
Tutto ciò a dimostrazione che in un momento economico/sociale di così grande difficoltà, l’opinione pubblica non è più nelle condizioni di accettare sprechi di denaro pubblico a favore di uno stato extracomunitario.
Le pensioni erogate ai cappellani militari sono l’ennesima beffa nei confronti dei cittadini italiani che pur avendo lavorato per molti anni, non si sono visti riconosciuto il diritto a percepire la pensione. 
La piaga delle pensioni d’oro elargite a rappresentanti della monarchia vaticana, è resa ancora più grave dal diverso trattamento a loro riservato: non solo i cappellani ricevono stipendi e pensioni dallo Stato, ma possono maturare la pensione con largo anticipo rispetto ai comuni mortali. 
Non è un segreto che il conto patrimoniale “fondo di previdenza per il culto” iscritto a bilancio dall’Inps, abbia un disavanzo di circa 2 miliardi di euro, giustificato dal fatto che le pensioni erogate ai rappresentanti dello stato della Città del Vaticano, non siano coperte da sufficienti contributi versati dagli stessi. 
Il lavoratore Bagnasco, che è anche un generale di armata, ha diritto ad una pensione che si aggira intorno ai 4.000 euro mensili, nonostante abbia prestato servizio solo 3 anni.
In un momento in cui il governo, raschia il fondo del barile, togliendo diritti e dignità ai cittadini, infierendo sulle vedove, trovo coerente andare a recuperare anche dove la chiesa non permette intrusioni: i privilegi, le agevolazioni e le esenzioni ad essa concesse dallo Stato italiano. 
In ragione di quanto sopra esposto chiedo a Lei, presidente dell’Inps, un incontro al fine di consegnare le firme di quei numerosi cittadini che hanno detto basta ai privilegi della chiesa a danno dei lavoratori.

Ciro Verrati
Presidente di Laicitalia


sabato 5 marzo 2016

ABOLIAMO I PATTI LATERANENSI

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE:ABOLIAMO I PATTI LATERANENSI

Aver stipulato un trattato internazionale con una monarchia dittatoriale è già di per se una stortura ma ancora più grave è stato aver inserito quel trattato nella Costituzione. 

L’Italia ha rinunciato alla sua sovranità cedendola ad una monarchia confinante nella quale non sono rispettati i diritti umani, nella quale la violenza assume le sembianze della negazione totale del genere femminile e la negazione totale del libero orientamento sessuale.

I Patti Lateranensi costituiscono la fonte della nostra povertà, non solo economica, ma soprattutto culturale.

La monarchia vaticana, legittimata dai Patti Lateranensi, si è insinuata nella nostra società ramificando i suoi tentacoli in ogni ambito del vivere civile; condiziona la legislazione interna su tutte le tematiche volte a garantire diritti e progresso; sottrae tasse per mantenere nel lusso la sua pretaglia; attua una sistematica sodomizzazione dei minori sottraendosi abilmente alla giustizia italiana; delinque sapendo di godere di una totale impunità in spregio al nostro sistema giudiziario; commercia e traffica senza rispetto delle norme a tutela della trasparenza e dell’antiriciclaggio ma nemmeno delle più elementari regole del mercato.

Il parassitismo è regola aurea e il paravento della trascendenza impedisce agli italiani di averne consapevolezza.

Un miliardo di euro dai versamenti dell'otto per mille.

800 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione nel 2008, pari al 2% dell’intera somma erogata per finanziare il sistema scolastico.

500 milioni di euro di danno erariale per le esenzioni in favore delle strutture alberghiere.

250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi.

17 milioni di euro per gli stipendi dei cappellani militari.

Questi sono solamente alcuni esempi dell’enorme flusso di denaro che impoverisce gli italiani e ingrassa la casta clericale.

Le organizzazioni religiose, in forza dei Patti Lateranensi, godono di ogni sorta di agevolazione fiscale, perfino sul canone TV.

Il totale delle somme depredate agli italiani dalla casta clericale ammonta a circa 10 miliardi di euro l’anno.

I Patti Lateranensi sono un trattato scellerato e costituiscono la nostra pietra al collo mentre tentiamo grossolanamente di galleggiare. Senza i Patti Lateranensi l’Italia potrebbe aspirare alla normalità della civiltà.

"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli" (art. 71 della Costituzione).
https://www.change.org/p/proposta-di-legge-di-inizativa-popolare-abolizione-dei-patti-lateranensi



martedì 16 febbraio 2016

I cappellani militari costano allo stato oltre 8 milioni di euro l'anno, tra cui anche l'attuale capo della Conferenza episcopale italiana.
Bagnasco percepisce una pensione come cappellano militare col grado di generale di corpo d'armata, grado poco teologico e poco apostolico.
E in Italia nell'esercito ci sono 176 sacerdoti, 5 vicari episcopali, un provicario generale, un vicario generale e l’arcivescovo ordinario.
Non solo, c’è anche il capitolo delle pensioni. L’Inpdap, ha ammesso candidamente il ministro, non riesce a fornire cifre precise sulle pensioni ai cappellani, perché in quanto integrati nell’esercito rientrano nel computo generale.
Tramite l’ordinariato militare si è venuto a sapere che negli ultimi vent’anni sono andati in pensione 4 ordinari militari, 4 vicari generali, 8 ispettori e circa 140 cappellani militari. E la Difesa ha stimato pensioni per circa 43mila euro lordi per ognuno di questi.
Non solo, i cappellani ricevono stipendi e pensioni dallo Stato. Ma possono maturare la pensione con largo anticipo rispetto ai comuni mortali: non mancano casi di baby-pensionati. Tra cui lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, che non è solo presidente della Cei ma ex ordinario militare. Il prelato, che è anche un generale di brigata, ha diritto - secondo alcune fonti - ad una pensione attorno a 4.000 euro mensili. Nonostante abbia prestato servizio solo 3 anni, arrivato a 63 primavere ha maturato il vitalizio.
Chiedo a Matteo Renzi di abolire questo ingiusto vitalizio e privilegio, che si va a sommare a una situazione già profondamente impari. Sono da sempre un difensore della laicità del nostro Paese, e con l’associazione di cui sono presidente, Laicitalia ci battiamo con tante persone per difendere questa semplice logica di buonsenso e civiltà.L’Italia è un paese laico.
Renzi, lo dimostri con questo gesto semplice ma importante, togliendo il lauto vitalizio riservato a questo alto esponente di un altro Stato: quello del Vaticano. 

sabato 30 gennaio 2016

VERGOGNA

Il governo per combattere questa situazione vergognosa cosa fa? Inasprisce le sanzioni nei confronti delle donne che si rivolgono a strutture non autorizzate. Da 51 euro a 5.000 euro.
VERGOGNA!

ESC NON SI TOCCA

Il Comune di Roma ha deliberato il 30 dicembre scorso lo sgombero di Esc Atelier, una realtà autogestita nel campo sociale e culturale.
Questa decisione rientra in un piano più ampio di capitalizzazioni dei beni pubblici e di attacco al tessuto sociale della città.
Oggi gli attivisti e le attiviste del centro hanno scritto una toccante lettera aperta alla città, che vi consigliamo di leggere: http://www.escatelier.net/
“A Esc i migranti trovano assistenza legale e imparano gratuitamente l'italiano; freelance e intermittenti/precari organizzano nuovi strumenti sindacali e di autotutela (Camere del Lavoro Autonomo e Precario); la Libera Università Metropolitana alimenta il pensiero critico, nazionale e internazionale, con seminari, pubblicazioni, presentazioni di libri; ogni anno L/ivre, la fiera degli editori e dei vignaioli indipendenti, è attraversata da migliaia di persone; i giovani sperimentano nuove tendenze musicali e stili culturali”.
Tutto questo da 11 anni!
Viene rivolto un appello a chi si pensa possa avere ancora la sensibilità per indignarsi e combattere contro questa decisione: “ ai migranti, alle lavoratrici e ai lavoratori che, attraverso Esc, sono meno fragili. Ai movimenti sociali, ai sindacati conflittuali. […]Agli amministratori locali e ai politici che non hanno abbassato la testa di fronte all'arroganza dei mercanti o dei tecnici.”
Una frase in particolare riassume cosa può significare opporsi: trasformare la difesa di Esc in una grande occasione politica di alternativa programmatica.
Laicitalia è unita a favore di ESC: ESC NON SI TOCCA.

MODIFICA DELL'ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE

Obiettivo n.4
Abrogazione delle parole “fondata sul matrimonio” dall’art. 29 della Costituzione: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale”.
Dal programma politico di Democrazia Atea 
www.democrazia-atea.it


sabato 23 gennaio 2016

23 GENNAIO

Ricorre oggi, 23 gennaio, anniversario della proclamazione della Repubblica Partenopea (1799), ricordando quella precedente, la Repubblica Romana, quando si cercò di rendere lo Stato democratico laico, di affermare la libertà di pensiero e di stampa, di abolire la pena di morte e la barbarie dell'Inquisizione. Potremmo considerare anche la attuale Repubblica Italiana che ha il cuore trafitto dal Concordato fascista -craxiano, perpetuando il connubio Stato-Chiesa, perpetuando il finanziamento pubblico della religione, in contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini, in contrasto con l'art- 97 sulla imparzialità delle istituzioni pubbliche Di che meravigliarsi? Viva l'Italia? Viva il Vaticano . Viva Vatitalia.Come avviene negli Stati teocratici di segno islamico. Che pacchia per i cleri, che papacchia per le relative caste. Se non somministrassero ai popoli le loro favole religiose quale sarebbe il loro lavoro? Non ci sono problemi, ora la casta italiana gode anche della copertura delle "Stelle" comete che da una sono diventate cinque. 
Buon 23 gennaio.