martedì 16 febbraio 2016

I cappellani militari costano allo stato oltre 8 milioni di euro l'anno, tra cui anche l'attuale capo della Conferenza episcopale italiana.
Bagnasco percepisce una pensione come cappellano militare col grado di generale di corpo d'armata, grado poco teologico e poco apostolico.
E in Italia nell'esercito ci sono 176 sacerdoti, 5 vicari episcopali, un provicario generale, un vicario generale e l’arcivescovo ordinario.
Non solo, c’è anche il capitolo delle pensioni. L’Inpdap, ha ammesso candidamente il ministro, non riesce a fornire cifre precise sulle pensioni ai cappellani, perché in quanto integrati nell’esercito rientrano nel computo generale.
Tramite l’ordinariato militare si è venuto a sapere che negli ultimi vent’anni sono andati in pensione 4 ordinari militari, 4 vicari generali, 8 ispettori e circa 140 cappellani militari. E la Difesa ha stimato pensioni per circa 43mila euro lordi per ognuno di questi.
Non solo, i cappellani ricevono stipendi e pensioni dallo Stato. Ma possono maturare la pensione con largo anticipo rispetto ai comuni mortali: non mancano casi di baby-pensionati. Tra cui lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, che non è solo presidente della Cei ma ex ordinario militare. Il prelato, che è anche un generale di brigata, ha diritto - secondo alcune fonti - ad una pensione attorno a 4.000 euro mensili. Nonostante abbia prestato servizio solo 3 anni, arrivato a 63 primavere ha maturato il vitalizio.
Chiedo a Matteo Renzi di abolire questo ingiusto vitalizio e privilegio, che si va a sommare a una situazione già profondamente impari. Sono da sempre un difensore della laicità del nostro Paese, e con l’associazione di cui sono presidente, Laicitalia ci battiamo con tante persone per difendere questa semplice logica di buonsenso e civiltà.L’Italia è un paese laico.
Renzi, lo dimostri con questo gesto semplice ma importante, togliendo il lauto vitalizio riservato a questo alto esponente di un altro Stato: quello del Vaticano.