mercoledì 18 ottobre 2017

21 OTTOBRE A ROMA: #Nonèreato!

LAICITALIA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO
21 OTTOBRE A ROMA: #Nonèreato!
Piazza della Repubblica ore 14,30
"L’appello per una grande manifestazione nazionale contro il razzismo, il 21 ottobre a Roma, permette alle tante e ai tanti, che non vogliono accettare come ineluttabile il processo di riduzione dei diritti, di convergere sulle strade della capitale. Per l’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo, per lo ius soli e i corridoi umanitari, contro l’esternalizzazione delle frontiere, i lager in Italia e in Libia, le leggi discriminatorie promosse dai Ministri Orlando e Minniti.
Aderiamo e sosteniamo con forza l’appello per la manifestazione nazionale del prossimo 21 ottobre a Roma.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare e a diffondere l’iniziativa. Di seguito il testo:
Giustizia ed eguaglianza contro il razzismo: il 21 ottobre tutte/i a Roma
In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.
Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.
Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.
Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.
Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.
Ong che hanno salvato migliaia di vite in mare.
Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.
Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.
Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.
Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.
Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.
Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.
Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.
Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.
Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.
Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo."


sabato 7 ottobre 2017

BUONANOTTE LAICITA'

Dopo il saluto della Castellina, su un giornale comunista, ieri, col quale fa suo il messaggio di Bergoglio, come rifondatore della democrazia e portatore di "discontinuità pratica e teorica(!), sull'edizione di oggi,5 ottobre, Vendola si illumina d'immenso per "l'esortazione alla lotta" che trasmetterebbe Francesco agli "ultimi contro i primi". Per lui questa è la "verità" proprio dei "profeti" con i quali "non si fugge dalla storia", ma si "ricerca nella storia"...senza "disubbidire a Dio", quella "indicazione del varco, da cui intravvedere il bene".
In passato, vale ricordare, si inseguiva a cielo aperto ben altro e comunque un bel "sol dell'avvenire". Delude constatare che sono rimasti solo i teologi a mantenere distinta la differenza fra religione, fede ed istituzione chiesa, mentre oscurata resta  la laicità, quasi relitto ottocentesco e non più principio supremo del nostro ordinamento pubblico. Buonanotte laicità. Non dico che l'orfanezza in cui sembrano caduti i vertici, passati e presenti, della sinistra, li porta oltretevere, ma se non sanno come riscattare l'umanità dallo sfruttamento disumanizzante e persistente ad opera della parassitaria cupola della finanza mondiale, se non si vuole scomodare il "santo padre" dal soglio di Pietro, da noi ben sostenuto con oltre 10 miliardi di euro l'anno, chiedano almeno cosa e come finalmente operare per una rifondazione della nostra democrazia. 

Giacomo Grippa ( direttivo nazionale Laicitalia)

domenica 1 ottobre 2017

DONNE AL VOLANTE

La monarchia saudita ha concesso alle donne di guidare le macchine,ad una condizione: il nulla-ostia del monarca di famiglia, un tutore, senza trucco o trucchi e non oltre le 20,00 di sera.
Tante le preoccupazioni degli oppositori, tra le quali quella di inibire la guida alle donne per il danno che arrecherebbe alle ovaie.
Per la verità nessuno sconsiglia agli uomini l'uso prolungato della bici per eventuali ripercussioni negative al loro perineo.
Non meno assurde e grottesche si registrarono in Italia quando fu riconosciuto il diritto di voto alle donne o la loro ammissione in Magistratura o nelle Forse Armate.
Ma ancora più insostenibile è il divieto, consacrato dalla Patristica, nel negare loro l'accesso all'esercizio sacerdotale. Per Paolo, per esempio, confermato da Agostino: "la donna taccia nelle asemblee, essa è impura, fomentatrice di peccato, come Eva, fa schifo per via delle mestruazioni". Non altrettanto tenue è l'avversione verso il sesso ed il corpo delle donne, ribadito da Ambrogio che per questo abolì le Olimpiadi.
Non risulta attenuato "questo sbarramento" dall'affermazione del Saulita sulla parità in cui si troveranno uomini e donne, ricchi e schiavi davanti alla divinità, dal momento che, fino agli anni '50 nelle scuole italiane nelle classi scolare e scolari erano in banchi separati.
Situazione ancor degradante, ma congiunta, fin prima della guerra mondiale, per lavoratori e lavoratrici che  viaggiavano neanche in terza classe, ma nei carri-bestiame.
I baconiani "idola specus" non sono svanite, se pensiamo alla recentissima vittoria delle donne di vedere incriminati gli autori di ogni violenza patita per reati contro la morale e non con la persona. come anche, passando agli "idola theatri", la infangata educazione sentimentale e sessuale nelle scuole. 
Giacomo Grippa