lunedì 26 novembre 2018

EMILIANO PUNTELLA LE CHIESE


Il tornado che ha procurato diversi danni al territorio, a proprietà pubbliche e private nel Capo di Leuca ha visto correre in soccorso peri alcune chiese danneggiate prontamente il Presidente della Regione Emiliano con quello della Provincia ed il Sindaco di Tricase. Per gli immobili non pubblici, come le chiese, è da escludere il soccorso della Regione, come interventi per la ricostruzione, ancorché di pregio storico-artistico. C' è da ricordare che per la edificazione e riparazione di parrocchie e pertinenze i Comuni, in base alla legge regionale pugliese, n.4/94, erogano annualmente alle diocesi il 7% degli Oneri di Urbanizzazione che i cittadini versano per il ritiro delle concessioni edilizie. Ora siamo a situazioni d'emergenza che riguardano proprietà non pubbliche, ma religiose, appartenenti ad altro Stato. Qui siamo ad un aggiramento dell' art.7 della Costituzione che fissa fra Trono ed Altare, cioè tra Stato e Chiesa, ordini e prerogative, separati,
ciascuno nel proprio ambito "autonomo e sovrano". Si perpetua invece una innatural simbiosi fra i due poteri, come quando la cattolica era "religione di Stato" cioè obbligatoria sostenute, non in armonia col dettato costituzionale e gli "alti" indirizzi teologici e conciliari. Nella "realtà effettuale" invece...
Giacomo Grippa (Direttivo naz.le Laicitalia) .

venerdì 23 novembre 2018

VENETO, IL MEDIOEVO CHE AVANZA

La scuola è laica, pubblica e gratuita, non lo dico io ma la Costituzione
L’assessora Elena Donazzan non ha evidentemente recepito sufficientemente il significato di alcuni articoli (o forse tutti) della Costituzione.
Me ne dispiaccio perché in due occasioni (quando propose la festa della famiglia naturale e quando esortò tutti i genitori degli studenti stranieri a condannare i fatti di Parigi) invitai l’assessora (con altrettante note recapitate alla pec della Donazzan) a non imporre il pensiero personale attraverso iniziative istituzionali approfittando del proprio ruolo, perché facendo così proponeva lo stato etico, un crimine da condannare senza indugi.
Parole buttate al vento, me ne rendo conto.
L’assessora Donazzan torna quindi alla carica, traducendo in delibera un’iniziativa promossa da tre consiglieri del Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà Veneto, Andrea Bassi (ex Lista di Flavio Tosi), Stefano Casali (avvocato, ex vicesindaco di Verona ed ex Lista Tosi) e Fabiano Barbisan, eletto nella Lista Zaia.
Un regolare bando di concorso che prevede fino a 250 euro per ogni presepe che verrà istituito in ogni singolo istituto. Per incentivare la tradizione cristiana.
Ancora una volta si vuole imporre il personale pensiero con una iniziativa istituzionale, un nuovo tentativo da parte di chi rappresenta lo Stato, di imporre un’etica unica per tutti, in questo caso un’etica cattolica. Ancora più grave perché l’imposizione è nei confronti di bambini, incapaci di valutare autonomamente.
Non importa all'assessora Donazzan, se le scuole sono sprovviste delle sufficienti dotazioni fondamentali come la carta igienica, la carta per le fotocopie e altro ancora, e si tira avanti solo grazie alla buona volontà dei genitori che provvedono ad acquistare a proprie spese quello che manca.
Non importa all'assessora Donazzan, se le scuole non sono in sicurezza e necessitano di manutenzione e che la sicurezza dei nostri figli non è garantita come dovrebbe.
Per l’assessora Donazzan sono solo dettagli che non la riguardano.
All'assessora interessa solo salvaguardare la “sua” tradizione cristiana, che non è la nostra, e che comunque non è contemplata sulla nostra Carta Costituzionale.
Commenti

domenica 4 novembre 2018

FORZE ARMATE CON BENEDIZIONE


La festività annuale delle Forze Armate  viene promossa dalle  autorità istituzionali a tutti i livelli. 
Si verifica ancora nelle realtà minori per stantia inerzia conformistica e comunque in difformità dai principi costituzionali di laicità ed imparzialità delle Pubbliche Amministrazioni, che queste solennità civili inglobino un rito religioso, come da me riscontrato nel 2017 con messa o corteo in chiesa a Massafra come a Monza e Brugherio, ques'anno a Massafra con omelia, preghiera e benedizione sacerdotale. 
Questa irregolare simbiosi di ricorrenza civile ed una religione preferita rappresenta una forzatura da molti, autorità comprese, comodamente ignorata.   
Uno Stato Democratico o laico non può essere contrassegnata da una religione statalizzata e finanziata,  come al tempo in cui era obbligatoria per quei Patti Lateranensi al tempo modificati  perchè in contrasto con la vigente Costituzione.

Giacomo Grippa (direttivo nazionale Laicitalia )

giovedì 1 novembre 2018

L'OSCURANTISMO DEL CARCERE DI PADOVA

Laicitalia, in linea con i suoi obiettivi statutari, sta conducendo una battaglia per assicurare pari diritti a tutti detenuti sotto il profilo dell'assistenza spirituale.
In questo momento sta cercando di oltrepassare il muro di gomma che la direzione del carcere di Padova ha innalzato nei suoi confronti.
Nonostante conceda  - oltre alla chiesa cattolica - ai Testimoni di Geova e alla Chiesa Avventista, spazi per lo stesso fine, ha negato a Laicitalia lo stesso diritto per - a loro dire -  mancanza di locali.
Questa è l'ultima lettera che Laicitalia ha inviato al direttore del carcere.


sabato 28 luglio 2018

L'UOMO DEL MEDIOEVO














Gentile Ministro Fontana,
Lei ha dichiarato che fino a che sarà Ministro, difenderà in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà.
La Sua disinformazione sui contenuti della nostra Costituzione è disarmante.
Nonostante ciò, la utilizza come giustificazione nell’inqualificabile tentativo di imporre il Suo personale pensiero attraverso una iniziativa istituzionale.
L’art. 29 della Costituzione parla di famiglia indicandola come una società naturale fondata sul matrimonio e non si rileva alcun riferimento al sesso.
La Sua interpretazione sul significato di famiglia naturale è totalmente basata su valori moralistici di matrice cristiano-cattolica.
L’art. 16 della Dichiarazione Universale dei diritti umani recita:“ Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.”
Nemmeno qui si fa alcun riferimento alla famiglia composta da un uomo e una donna.
Mi sembra superfluo inoltre aggiungere che la genitorialità non può essere confinata al solo evento biologico della procreazione.
Appare chiara quindi La Sua intolleranza nei confronti di chi vive la sessualità in maniera diversa da come Lei la concepisce, e questo evidenzia una pericolosa deriva resa ancora più grave dal fatto che Lei è il Ministro per la Famiglia e le Disabilità e che il Suo agire non può porsi nel disprezzo della Carta Costituzionale oltre che dei Diritti universali della persona.
Lei è libero di scegliere il Medioevo per le Sue scelte personali, ma non può imporre il Medioevo ad altre persone nella Sua veste istituzionale, a meno che il suo reale obiettivo non sia quello di voler imporre uno Stato etico, inteso come espressione degradante dell’ideologia fascista.
Lo Stato etico è il crimine dei crimini, è un modello di regole morali alle quali è obbligatorio uniformarsi.
Noi vogliamo uno Stato rispettoso della Costituzione antifascista che condanna lo Stato etico e tutte le sue degenerazioni.
Non accetteremo di dover scegliere tra medioevo e fascismo, noi scegliamo la Costituzione e lo Stato democratico fondato sul Principio di Laicità.
Saluti non cordiali.
Ciro Verrati
Presidente di Laicitalia

LEFT n. 32

domenica 8 luglio 2018

LETTERA ALL'ASSESSORA SILVIA MIGLIETTA














          


Egregia signora Assessora, 
Lei si è fatta promotrice di una iniziativa volta ad istituire negli ospedali che sono già dotati di ampie e confortevoli Cappelle, di una Sala per i Culti e, addirittura, anche per la loro ammissione fuori dall'orario di visita, negata però ai familiari dei degenti.
Lei tuttavia - dimenticando i contenuti dell’art. 3 della Costituzione che dice "tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di religione” - ha omesso di dare lo stesso spazio e la stessa importanza agli atei e agli agnostici, i quali godono degli stessi diritti e della stessa necessità di assistenza spirituale, in questo caso, non confessionale.
L’assistenza spirituale non confessionale consiste nel recare conforto spirituale, tramite l’ascolto e il dialogo, anche a chi non professa alcuna religione e vive una condizione da ateo o agnostico, all’interno delle strutture ospedaliere. Appare significativo evidenziare che la spiritualità appartiene a tutti gli esseri umani e, cosa che purtroppo a molti sfugge, è assolutamente indipendente dalla credenza.
La spiritualità attiene alla capacità di astrazione del pensiero che si manifesta anche nella assenza di riferimenti trascendenti e nella assoluta razionalità; nel suo significato più semplice la spiritualità si traduce nel concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello di esistenza dal quale la materia tragga vita, o almeno lo scopo di esistere; nel suo significato più comune può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali (come nella religione), ma nel suo significato più esteso si esclude qualsivoglia riferimento alla trascendenza e alle religioni, e si pone sempre l'accento sul valore personale dell'esperienza.
Pertanto l'attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, all'esistenza dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto come un "modo d'essere" che evidenzia una modalità diversa di approccio alla materialità, non meno bisognevole di assistenza se si è in condizioni di temporanea infermità.
In attesa di conoscere quale significato intende attribuire al Principio di Laicità, ma soprattutto in attesa di conoscere quali determinazioni assumerà in relazione alla specifica richiesta di integrare i suoi provvedimenti anche in favore dei non credenti, porgo distinti saluti.

          
Ciro Verrati
   Presidente di Laicitalia

sabato 7 luglio 2018

TRONO/ALTARE


L'assessora ai "Diritti Civili" del Comune di Lecce ha accompagnato i rappresentanti delle confessioni religiose dal Direttore Generale dell' Asl per istituire negli ospedali che sono già dotate di ampie e confortevoli Cappelle, di una Sala per i Culti e, addirittura, anche per la loro ammisione fuori dall'orario di visita, negata ai familiari dei degenti. 
In un recente confronto pubblico a Massafra il Direttore Sanitario di Taranto, alla mia denuncia sulle lungaggini per la riabilitazione di un parente, ed al controllo fra visite private e celeri ricoveri, insieme alla presenza diffusa nei reparti di statue e simboli religiosi, ha replicato seccamente, qualificandosi come "operaio nel giardino del Signore", accreditando la soluzione delle istituende Sale dei Culti. 
Se difficile rivendicare sempre una buona Sanità, impossibile veder venir meno il rispetto di un "bene pubblico" e principio costituzionale come la Laicità, ormai malata, da parte dell' indicata assessora ai Diritti Civili, il cui Sindaco si fa sostituire (!) nelle processioni, perchè non credente, ma è a capo della organizzazione della Festa patronale, al pari del suo omologo barese. Resta incurabile la patologica simbiosi "trono-altare"?.
Giacomo Grippa 
(direttivo naz.le ass.ne Laicitalia)

sabato 26 maggio 2018

LA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Riportiamo il comunicato che Democrazia Atea ha pubblicato qualche giorno fa. 
Lo facciamo perchè "La casa internazionale delle donne" va tutelata e Laicitalia  appoggia e condivide la battaglia sociale intrapresa per difendere la libertà delle donne e la Casa Internazionale delle donne, simbolo delle battaglie femministe a Roma.

19 maggio 2018


"OSCURANTISMO PENTASTELLATO

L'altro ieri è stata approvata dal consiglio comunale la mozione del Movimento Cinque Stelle che sfratta, nei fatti, la Casa Internazionale delle Donne.
Un riferimento per tante che si impegnano a contrastare quotidianamente la violenza di genere.
Un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza, d’incontro, di promozione dei diritti, della cultura, delle politiche, dei “saperi” e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.
A novembre 2017 il comune di Roma aveva inviato un avviso di pagamento del debito di oltre 800mila euro che grava sulla struttura minacciando di far partire “la procedura coattiva” nell’ex complesso del Buon Pastore.
Esprimiamo sdegno per la mozione del M5S a prima firma della consigliera Gemma Guerrini; la necessità del comune di Roma di far quadrare il bilancio non giustifica la squallida decisione di cancellare dalla città di Roma un luogo che fa parte della storia del femminismo, un punto di incontro per la promozione del diritto di autodeterminazione delle donne.
Esprimiamo altrettanto sdegno per l'indifferenza che dimostra la sindaca Raggi relativamente ai beni e servizi che annualmente il comune di Roma offre al Vaticano per una cifra che va oltre i 400 milioni di euro.
La devozione pentastellata nei confronti del Vaticano non è una sorpresa."



mercoledì 2 maggio 2018

IL SINDACO OSCURANTISTA

LAICITALIA esprime sdegno per quanto accaduto recentemente durante la discussione del Consiglio Comunale tenutasi presso la Sala Consiliare di Palazzo Balsamo a Gallipoli.
I fatti accaduti in tale circostanza sono di una gravità inaudita.
Un rappresentante delle istituzioni repubblicane, nella persona del sindaco Stefano Minerva, nel negare la richiesta di rinvio della seduta consiliare- per meglio approfondire il bilancio di previsione 2018-2020 -, avanzata dal capogruppo di Gallipoli Futura, avvocato Flavio Fasano, additava quest’ultimo come soggetto “ateo” per cui privo di sensibilità e rispetto per le tradizioni religiose.
Un grave atto discriminatorio esternato dal sindaco di Gallipoli, in violazione dell’art. 3 della Costituzione.
Si finge stupore inoltre, per quanto avvenuto successivamente quando il sindaco Minerva, con indosso la fascia tricolore, aderiva e partecipava ai riti religiosi pasquali, in piena violazione del principio di laicità.
E' evidente che il sindaco Minerva si fa ambasciatore di una ideologia politica che contrasta l'art. 3 della Costituzione, un’ideologia che è terreno fertile per alimentare quella becera discriminazione religiosa che dilaga e che ci allontana dal modello di società civile che vogliamo.
L’intolleranza del sindaco di Gallipoli nei confronti di chi non aderisce alla sua religione, evidenzia una pericolosa deriva resa ancora più grave dal fatto che è un rappresentante delle istituzioni e che il suo agire non può porsi nel disprezzo della Carta Costituzionale oltre che dei Diritti universali della persona.
E' evidente che si pone in continuità con la posizione assunta da tutta la destra politica, compresa quella del PD che lui rappresenta.
Abusare del suo ruolo, cercando di imporre il proprio personale pensiero attraverso una iniziativa istituzionale è sicuramente un gesto da condannare in uno stato che sulla carta si dichiara laico e rispettoso della Costituzione.
La posizione discriminatoria assunta dal sindaco di Gallipoli, è il cavallo di battaglia inconfondibile di chi propone uno stato etico, l'espressione più degradante del pensiero fascista.
Lo Stato etico è il crimine dei crimini, è un modello di regole morali alle quali è obbligatorio uniformarsi.
E' la matrice dittatoriale per eccellenza.
Lo Stato etico incarna il desiderio di tutti gli uomini (e di tutti i governi) di sottomettere gli altri al proprio ideale.
LAICITALIA, in ragione di quanto avvenuto, condanna le condotte discriminatorie poste in atto dal Sindaco ed esprime piena solidarietà al consigliere Fasano.
Il Presidente
Ciro Verrati

domenica 8 aprile 2018

SUICIDIO COSTITUZIONALE


C'è una versione della storia che vorrebbe il Governo italiano costituirsi parte civile nel processo contro Marco Cappato (in cui persino il Pubblico Ministero si è rifiutato di portare avanti le accuse), per far sì che l'istigazione al suicidio non venisse interpretata come norma da abrogare in toto dalla Consulta, ma che venisse applicata l'eccezione solo a casi simili a quelli della vicenda di Fabiano Antoniani "DJ Fabo".
C'è un'altra versione della storia, molto più plausibile, che vedrebbe il Governo italiano costituirsi parte civile nel processo contro Marco Cappato per tutelare una legge anacronistica degli anni '30, per far sì che non venga sdoganato il sacrosanto principio di autodeterminazione, principio secondo cui sarebbe l'individuo a decidere come e quando mettere fine alla propria esistenza, di disporre di sé stesso negli ultimi momenti, e non delegare la decisione a terzi contro i propri stessi interessi.
Se veramente il Governo italiano volesse tutelare il diritto di decidere della propria vita e della propria morte evitando però di estendere l'eccezione ad ogni caso di effettiva istigazione al suicidio, gli basterebbe legiferare in merito. Scrivere ed approvare finalmente una legge di civiltà che darebbe a molti cittadini la possibilità di essere liberi anche nella morte.
Ma sembra che si sia più propensi a voler mantenere lo status quo per paura di prendersi delle responsabilità e per paura di creare un precedente di civiltà che sarebbe preoccupante e pericoloso per quelle gerarchie extracomunitarie che quotidianamente ingeriscono nella vita dei cittadini della Repubblica Italiana.
Niente di nuovo sotto il sole.

Laicitalia esprime piena solidarietà a Marco Cappato e alla battaglia di civiltà che sta portando avanti, condannando la decisione del Governo di procedere in questa direzione, con profondo sdegno nei confronti della pietosa giustificazione addotta.

Alessandro Orfei
Segretario di Laicitalia


martedì 3 aprile 2018

IL MEDIOEVO A PAVIA





LAICITALIA esprime sdegno per quanto accaduto il 15 marzo all'istituto Cremona di Pavia; in quell'occasione il vescovo di Pavia Sanguineti dinanzi ad un centinaio di studenti adolescenti, si è lasciato andare a riflessioni omofobe, parlando addirittura di una ‘tendenza omosessuale‘ che ‘è qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura‘. 
Ora, se il comportamento di Sanguineti, rappresentante della monarchia (extracomunitaria) vaticana non meraviglia più di tanto, è doveroso invece sottolineare il disappunto per il comportamento manifestato dalle istituzioni scolastiche, che, dapprima hanno violato il principio di laicità invitando un rappresentante della religione cattolica in una scuola pubblica, esternando poi, un qualunquismo disarmante nei confronti di un atto razzista e mirato a scagliare odio contro una minoranza (LGBT), e peggio ancora, mirato ad influenzare il pensiero di una platea di minorenni. 
LAICITALIA resta in attesa di un comunicato dall'Ufficio Scolastico Regionale che condanni l'accaduto.
Aspettarsi delle scuse da un rappresentante della monarchia vaticana è impensabile.

Consiglio Direttivo Laicitalia