sabato 26 maggio 2018

LA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Riportiamo il comunicato che Democrazia Atea ha pubblicato qualche giorno fa. 
Lo facciamo perchè "La casa internazionale delle donne" va tutelata e Laicitalia  appoggia e condivide la battaglia sociale intrapresa per difendere la libertà delle donne e la Casa Internazionale delle donne, simbolo delle battaglie femministe a Roma.

19 maggio 2018


"OSCURANTISMO PENTASTELLATO

L'altro ieri è stata approvata dal consiglio comunale la mozione del Movimento Cinque Stelle che sfratta, nei fatti, la Casa Internazionale delle Donne.
Un riferimento per tante che si impegnano a contrastare quotidianamente la violenza di genere.
Un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza, d’incontro, di promozione dei diritti, della cultura, delle politiche, dei “saperi” e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.
A novembre 2017 il comune di Roma aveva inviato un avviso di pagamento del debito di oltre 800mila euro che grava sulla struttura minacciando di far partire “la procedura coattiva” nell’ex complesso del Buon Pastore.
Esprimiamo sdegno per la mozione del M5S a prima firma della consigliera Gemma Guerrini; la necessità del comune di Roma di far quadrare il bilancio non giustifica la squallida decisione di cancellare dalla città di Roma un luogo che fa parte della storia del femminismo, un punto di incontro per la promozione del diritto di autodeterminazione delle donne.
Esprimiamo altrettanto sdegno per l'indifferenza che dimostra la sindaca Raggi relativamente ai beni e servizi che annualmente il comune di Roma offre al Vaticano per una cifra che va oltre i 400 milioni di euro.
La devozione pentastellata nei confronti del Vaticano non è una sorpresa."



mercoledì 2 maggio 2018

IL SINDACO OSCURANTISTA

LAICITALIA esprime sdegno per quanto accaduto recentemente durante la discussione del Consiglio Comunale tenutasi presso la Sala Consiliare di Palazzo Balsamo a Gallipoli.
I fatti accaduti in tale circostanza sono di una gravità inaudita.
Un rappresentante delle istituzioni repubblicane, nella persona del sindaco Stefano Minerva, nel negare la richiesta di rinvio della seduta consiliare- per meglio approfondire il bilancio di previsione 2018-2020 -, avanzata dal capogruppo di Gallipoli Futura, avvocato Flavio Fasano, additava quest’ultimo come soggetto “ateo” per cui privo di sensibilità e rispetto per le tradizioni religiose.
Un grave atto discriminatorio esternato dal sindaco di Gallipoli, in violazione dell’art. 3 della Costituzione.
Si finge stupore inoltre, per quanto avvenuto successivamente quando il sindaco Minerva, con indosso la fascia tricolore, aderiva e partecipava ai riti religiosi pasquali, in piena violazione del principio di laicità.
E' evidente che il sindaco Minerva si fa ambasciatore di una ideologia politica che contrasta l'art. 3 della Costituzione, un’ideologia che è terreno fertile per alimentare quella becera discriminazione religiosa che dilaga e che ci allontana dal modello di società civile che vogliamo.
L’intolleranza del sindaco di Gallipoli nei confronti di chi non aderisce alla sua religione, evidenzia una pericolosa deriva resa ancora più grave dal fatto che è un rappresentante delle istituzioni e che il suo agire non può porsi nel disprezzo della Carta Costituzionale oltre che dei Diritti universali della persona.
E' evidente che si pone in continuità con la posizione assunta da tutta la destra politica, compresa quella del PD che lui rappresenta.
Abusare del suo ruolo, cercando di imporre il proprio personale pensiero attraverso una iniziativa istituzionale è sicuramente un gesto da condannare in uno stato che sulla carta si dichiara laico e rispettoso della Costituzione.
La posizione discriminatoria assunta dal sindaco di Gallipoli, è il cavallo di battaglia inconfondibile di chi propone uno stato etico, l'espressione più degradante del pensiero fascista.
Lo Stato etico è il crimine dei crimini, è un modello di regole morali alle quali è obbligatorio uniformarsi.
E' la matrice dittatoriale per eccellenza.
Lo Stato etico incarna il desiderio di tutti gli uomini (e di tutti i governi) di sottomettere gli altri al proprio ideale.
LAICITALIA, in ragione di quanto avvenuto, condanna le condotte discriminatorie poste in atto dal Sindaco ed esprime piena solidarietà al consigliere Fasano.
Il Presidente
Ciro Verrati