sabato 28 luglio 2018

L'UOMO DEL MEDIOEVO














Gentile Ministro Fontana,
Lei ha dichiarato che fino a che sarà Ministro, difenderà in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà.
La Sua disinformazione sui contenuti della nostra Costituzione è disarmante.
Nonostante ciò, la utilizza come giustificazione nell’inqualificabile tentativo di imporre il Suo personale pensiero attraverso una iniziativa istituzionale.
L’art. 29 della Costituzione parla di famiglia indicandola come una società naturale fondata sul matrimonio e non si rileva alcun riferimento al sesso.
La Sua interpretazione sul significato di famiglia naturale è totalmente basata su valori moralistici di matrice cristiano-cattolica.
L’art. 16 della Dichiarazione Universale dei diritti umani recita:“ Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.”
Nemmeno qui si fa alcun riferimento alla famiglia composta da un uomo e una donna.
Mi sembra superfluo inoltre aggiungere che la genitorialità non può essere confinata al solo evento biologico della procreazione.
Appare chiara quindi La Sua intolleranza nei confronti di chi vive la sessualità in maniera diversa da come Lei la concepisce, e questo evidenzia una pericolosa deriva resa ancora più grave dal fatto che Lei è il Ministro per la Famiglia e le Disabilità e che il Suo agire non può porsi nel disprezzo della Carta Costituzionale oltre che dei Diritti universali della persona.
Lei è libero di scegliere il Medioevo per le Sue scelte personali, ma non può imporre il Medioevo ad altre persone nella Sua veste istituzionale, a meno che il suo reale obiettivo non sia quello di voler imporre uno Stato etico, inteso come espressione degradante dell’ideologia fascista.
Lo Stato etico è il crimine dei crimini, è un modello di regole morali alle quali è obbligatorio uniformarsi.
Noi vogliamo uno Stato rispettoso della Costituzione antifascista che condanna lo Stato etico e tutte le sue degenerazioni.
Non accetteremo di dover scegliere tra medioevo e fascismo, noi scegliamo la Costituzione e lo Stato democratico fondato sul Principio di Laicità.
Saluti non cordiali.
Ciro Verrati
Presidente di Laicitalia

LEFT n. 32

domenica 8 luglio 2018

LETTERA ALL'ASSESSORA SILVIA MIGLIETTA














          


Egregia signora Assessora, 
Lei si è fatta promotrice di una iniziativa volta ad istituire negli ospedali che sono già dotati di ampie e confortevoli Cappelle, di una Sala per i Culti e, addirittura, anche per la loro ammissione fuori dall'orario di visita, negata però ai familiari dei degenti.
Lei tuttavia - dimenticando i contenuti dell’art. 3 della Costituzione che dice "tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di religione” - ha omesso di dare lo stesso spazio e la stessa importanza agli atei e agli agnostici, i quali godono degli stessi diritti e della stessa necessità di assistenza spirituale, in questo caso, non confessionale.
L’assistenza spirituale non confessionale consiste nel recare conforto spirituale, tramite l’ascolto e il dialogo, anche a chi non professa alcuna religione e vive una condizione da ateo o agnostico, all’interno delle strutture ospedaliere. Appare significativo evidenziare che la spiritualità appartiene a tutti gli esseri umani e, cosa che purtroppo a molti sfugge, è assolutamente indipendente dalla credenza.
La spiritualità attiene alla capacità di astrazione del pensiero che si manifesta anche nella assenza di riferimenti trascendenti e nella assoluta razionalità; nel suo significato più semplice la spiritualità si traduce nel concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello di esistenza dal quale la materia tragga vita, o almeno lo scopo di esistere; nel suo significato più comune può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali (come nella religione), ma nel suo significato più esteso si esclude qualsivoglia riferimento alla trascendenza e alle religioni, e si pone sempre l'accento sul valore personale dell'esperienza.
Pertanto l'attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, all'esistenza dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto come un "modo d'essere" che evidenzia una modalità diversa di approccio alla materialità, non meno bisognevole di assistenza se si è in condizioni di temporanea infermità.
In attesa di conoscere quale significato intende attribuire al Principio di Laicità, ma soprattutto in attesa di conoscere quali determinazioni assumerà in relazione alla specifica richiesta di integrare i suoi provvedimenti anche in favore dei non credenti, porgo distinti saluti.

          
Ciro Verrati
   Presidente di Laicitalia

sabato 7 luglio 2018

TRONO/ALTARE


L'assessora ai "Diritti Civili" del Comune di Lecce ha accompagnato i rappresentanti delle confessioni religiose dal Direttore Generale dell' Asl per istituire negli ospedali che sono già dotate di ampie e confortevoli Cappelle, di una Sala per i Culti e, addirittura, anche per la loro ammisione fuori dall'orario di visita, negata ai familiari dei degenti. 
In un recente confronto pubblico a Massafra il Direttore Sanitario di Taranto, alla mia denuncia sulle lungaggini per la riabilitazione di un parente, ed al controllo fra visite private e celeri ricoveri, insieme alla presenza diffusa nei reparti di statue e simboli religiosi, ha replicato seccamente, qualificandosi come "operaio nel giardino del Signore", accreditando la soluzione delle istituende Sale dei Culti. 
Se difficile rivendicare sempre una buona Sanità, impossibile veder venir meno il rispetto di un "bene pubblico" e principio costituzionale come la Laicità, ormai malata, da parte dell' indicata assessora ai Diritti Civili, il cui Sindaco si fa sostituire (!) nelle processioni, perchè non credente, ma è a capo della organizzazione della Festa patronale, al pari del suo omologo barese. Resta incurabile la patologica simbiosi "trono-altare"?.
Giacomo Grippa 
(direttivo naz.le ass.ne Laicitalia)