venerdì 23 novembre 2018

VENETO, IL MEDIOEVO CHE AVANZA

La scuola è laica, pubblica e gratuita, non lo dico io ma la Costituzione
L’assessora Elena Donazzan non ha evidentemente recepito sufficientemente il significato di alcuni articoli (o forse tutti) della Costituzione.
Me ne dispiaccio perché in due occasioni (quando propose la festa della famiglia naturale e quando esortò tutti i genitori degli studenti stranieri a condannare i fatti di Parigi) invitai l’assessora (con altrettante note recapitate alla pec della Donazzan) a non imporre il pensiero personale attraverso iniziative istituzionali approfittando del proprio ruolo, perché facendo così proponeva lo stato etico, un crimine da condannare senza indugi.
Parole buttate al vento, me ne rendo conto.
L’assessora Donazzan torna quindi alla carica, traducendo in delibera un’iniziativa promossa da tre consiglieri del Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà Veneto, Andrea Bassi (ex Lista di Flavio Tosi), Stefano Casali (avvocato, ex vicesindaco di Verona ed ex Lista Tosi) e Fabiano Barbisan, eletto nella Lista Zaia.
Un regolare bando di concorso che prevede fino a 250 euro per ogni presepe che verrà istituito in ogni singolo istituto. Per incentivare la tradizione cristiana.
Ancora una volta si vuole imporre il personale pensiero con una iniziativa istituzionale, un nuovo tentativo da parte di chi rappresenta lo Stato, di imporre un’etica unica per tutti, in questo caso un’etica cattolica. Ancora più grave perché l’imposizione è nei confronti di bambini, incapaci di valutare autonomamente.
Non importa all'assessora Donazzan, se le scuole sono sprovviste delle sufficienti dotazioni fondamentali come la carta igienica, la carta per le fotocopie e altro ancora, e si tira avanti solo grazie alla buona volontà dei genitori che provvedono ad acquistare a proprie spese quello che manca.
Non importa all'assessora Donazzan, se le scuole non sono in sicurezza e necessitano di manutenzione e che la sicurezza dei nostri figli non è garantita come dovrebbe.
Per l’assessora Donazzan sono solo dettagli che non la riguardano.
All'assessora interessa solo salvaguardare la “sua” tradizione cristiana, che non è la nostra, e che comunque non è contemplata sulla nostra Carta Costituzionale.
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