mercoledì 26 dicembre 2018

IL CROCIATO CHE PUNZECCHIA L'AVVENIRE


Si perpetua con la sbandierata "politica del cambiamento" il contraddittorio compromesso storico tra Trono ed Altare. 
E' bastato che la gerarchia cattolica insistesse tanto nel denunciare il tradito insegnamento evangelico dell' accoglienza, da spingere Salvini ad esaltare l' eliminazione dei contributi statali ai giornali, come a l'Avvenire, inutili per lui perchè sostenibili  solo con le vendite. Siamo all'ennesimo demagogico attacco ai costi  della  politica e della informazione, ritenuti privilegi, ultimi in classifica, se pensiamo ai sostegni, diretti ed indiretti assicurati al calcio. 
Il Vaticano resti avvisato.  
Ma il crociato in servizio permanente effettivo, Salvini,  punzecchia l'Avvenire, organo dei Vescovi  e di questo Papato. 
Non farebbe saltare, avendo cura della Curia, la varietà infinita di prerogative ed erogazioni, assicurate al Clero, anche con trucchi legislativi. Un costo ammontante ad oltre 12 miliardi l'anno. 
Si pensi all'8 x mille  o al 7% degli oneri di urbanizzazione, elargiti da Stato e Comuni. Continua l'elusione o la corrosione del principio di laicità e del valore della democrazia.
Giacomo Grippa ( direttivo nazionale Laicitalia


lunedì 24 dicembre 2018

IL VELO

Il velo islamico e il velo delle suore hanno la stessa simbologia, entrambi rappresentano la sottomissione della donna ed entrambi sono simboli di repressione sessuale femminile. Molte donne islamiche lo accettano, molte si ribellano, come le iraniane. Il principio di laicità impone che nessun simbolo religioso possa essere imposto dallo Stato nei luoghi pubblici, ma a nessuno può essere vietato di indossarli sulla propria persona nei luoghi privati. Bene ha fatto la Francia quando lo ha vietato nei luoghi pubblici, ma nei luoghi pubblici in Francia, però, non è consentito nemmeno il crocifisso.

giovedì 20 dicembre 2018

IL NUOVO CROCIATO

Intervenendo  ad un corso di preparazione politica del suo partito, Salvini ha  ribadito le direttrici formative irrinunciabili per un leghista, la simbiosi fra Stato e Chiesa. 
Non la separazione, non  una "secessione" fra Trono ed Altare,  invocata dal tempo da Dante e come sancito  nella vigente Costituzione. Laicità, imparzialità dei  pubblici poteri,  parità fra le concezioni della vita. 
Non discriminazioni, secondo la normativa internazionale.sui "diritti umani". 
Per lo statista  invece chi esclude la presenza di crocifissi, presepi, santi o visite pastorali  nelle scuole  ha  da essere espulso  e "curare". 
Quale la cura, sig. Salvini. contro tali eretici? 
Il rogo, forse oggi  "inquinante? 
Il manicomio criminale, secondo la cura staliniana o le  attuali misure putiniane? 
Non so se è invocabile un "impeachment" , quanto meno morale, del ministro. 
Si tratta di un volgare opportunismo elettoralistico, da parte di  un  nuovo crociato, convinto "curatore" a livello di mercato o stadio. 
Chi potrà ora proteggere i docenti laici da prevedibili azioni di  ben noti ultras che "non perdonano" ?  
Si può veder ancor  infangate la nostra civiltà, la nostra democrazia, la nostra Costituzione? 

Giacomo Grippa (direttivo naz.le Laicitalia)