lunedì 21 gennaio 2019

IL GARANTE È LATITANTE



Il 27 dicembre 2018 Laicitalia indirizzava una nota al garante regionale (Veneto) dei diritti della persona, denunciando il mancato rispetto della legge 241/90 in merito ad una istanza presentata alla regione Veneto nella persona del suo rappresentante legale, Luca Zaia.
Appare singolare che dopo 26 giorni, nemmeno il garante si sia degnato di rispondere ad una richiesta di intervento volto a sanare una palese violazione dei diritti del cittadino.
Evidentemente in Veneto il rispetto delle norme e la tutela dei diritti della persona hanno un significato diverso dal resto d’Italia.


Mirella Gallinaro Garante del Veneto





venerdì 4 gennaio 2019

ZAIA SNOBBA LA LEGGE 241/90

Alcuni mesi fa Laicitalia inviava una richiesta al presidente Zaia chiedendo di attivare un protocollo d’intesa per l’erogazione di Assistenza Spirituale Non Confessionale negli ospedali pubblici del Veneto. 
Ad oggi nessuna risposta, ed è per questo che abbiamo coinvolto il Garante regionale dei diritti della persona per manifesta violazione della legge 241/90. 
Di seguito la nota inviata a Zaia. 































Alla Regione Veneto
Palazzo Balbi Dorsoduro,3901 30123 Venezia
protocollo.generale@pec.regione.veneto.it

Oggetto: assistenza spirituale non confessionale

Vista la deliberazione della giunta regionale n. 3583 del 24 novembre 2009. 

Visto il protocollo d’intesa tra Regione Veneto e Diocesi Provinciale Ecclesiastica Veneta (Allegato A alla deliberazione n. 3583/2009). 

Tenuto conto che entrambi i documenti sopra citati evidenziano che “la libertà religiosa è riconosciuta e garantita a livello costituzionale dall’art. 19”. 

Tenuto conto che la Corte Costituzionale con sentenza n. 117 /1979 ha inquadrato le convinzioni non confessionali come ulteriore estrinsecazione della libertà di religione protetta appunto dall’art. 19 della Costituzione. Preso atto che l’assistenza spirituale ai non credenti deve essere interpretata come parte integrante dell’assistenza spirituale in generale, anche sulla scorta dell’interpretazione europea del significato di religione intesa come positiva ma anche negativa (non credenti). 

Tenuto conto che l’assistenza spirituale non confessionale (ASNC) deve essere interpretata come un aiuto, agli atei/agnostici degenti in ospedali, case di cura o di assistenza pubbliche, finalizzato a dare risposte su domande esistenziali fondamentali come il senso della malattia, della vita e della morte. 

Tenuto conto che l’approccio è diverso da quello confessionale: assistere spiritualmente un non credente significa valorizzare gli aspetti etici che il soggetto ha saputo costruirsi durante la sua vita, ancor di più se le sue aspettative di vita si sono improvvisamente ridotte. 

Tenuto conto che agli assistenti religiosi si applica il CCNL per il personale del Servizio Sanitario Nazionale – area del comparto del 7/4/1999. L’associazione LAICITALIA, nel rispetto della libertà religiosa in Italia, espressa giuridicamente, al livello più alto in quattro articoli della Carta Costituzionale (7-8-19-20), oltre all'articolo 3, che disciplina il divieto di discriminazione dei soggetti in base a motivi (anche) religiosi, 

CHIEDE 

la stipula di un protocollo d’intesa volto a disciplinare il servizio di assistenza spirituale non confessionale (ASNC) nel pieno rispetto dell’art. 19 della Costituzione.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO LAICITALIA