martedì 28 maggio 2019

L'ISTRUZIONE CONFESSIONALE VENETA

Libri di testo anche per gli studenti che non si avvalgono dell’Insegnamento della Religione Cattolica e che svolgono Attività didattiche formative o Attività di studio e/o ricerca individuali? In Veneto non è un diritto.

L’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto marca il suo territorio (oscurantista) riaffermando i valori di una istruzione pubblica di stampo confessionale, cavallo di battaglia di una regione da sempre contraria al progresso.

Questo, nella sostanza, è il messaggio contenuto nella risposta che l'Ufficio Scolastico della regione Veneto ha indirizzato ad un genitore di un bimbo frequentante la scuola primaria nel comune di Venezia, il quale chiedeva solo il rispetto della Costituzione che condanna ogni forma di discriminazione.

Una richiesta che è anche ciò che ha voluto trasmettere il legislatore con la Legge 10/2015, che coerentemente, ha ribadito che la scelta di avvalersi o di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica non deve assolutamente dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.

Il genitore, legittimamente, ha fatto notare che un istituto scolastico che nella sua offerta formativa preveda un libro di testo per tutte le materie (compresa la materia I.R.C., insegnamento facoltativo ma offerto obbligatoriamente dalle istituzioni scolastiche), ad eccezione della materia alternativa all’I.R.C., lascia trasparire una scelta arbitraria dettata da preconcetti che offuscano la ratio dell’art. 3 della Costituzione.

Ha fatto anche notare che, come l’insegnamento della religione cattolica, anche l’insegnamento alternativo ad esso, sono insegnamenti facoltativi che devono essere offerti obbligatoriamente dalle istituzioni scolastiche; due insegnamenti speculari che necessitano delle stesse condizioni, appunto per non violare i principi contenuti nell’art. 3 della Costituzione.

Nella risposta dell'USR Veneto il messaggio è stato molto chiaro, ovvero, mentre per gli alunni cattolici il dirigente scolastico ha l'obbligo di assistere e vigilare, per gli alunni non cattolici invece, libera scelta ai docenti, in assoluto libero arbitrio.
Ne prendiamo atto e restiamo in attesa che questa condizione medievale particolarmente attecchita in ambiti sensibili come l'istruzione, venga spazzata via da un progresso sociale e culturale che in Italia fatica ad arrivare.