mercoledì 19 maggio 2021

 ISTRUZIONE O PEDOFILIA?

Come ogni anno l’annoso dilemma: a chi destino il mio otto per mille?
La monarchia a noi confinante ha già iniziato a bombardarci con la sua incontrastata pubblicità, grazie anche alla silenziosa collaborazione delle nostre istituzioni che tacciono sulla possibilità di destinare l’otto per mille allo Stato con la specifica destinazione “edilizia scolastica”.
Eh sì, dall’anno d’imposta 2019, per la prima volta, il contribuente italiano ha la possibilità di destinare parte delle imposte pagate (ricordiamo che l’otto per mille viene prelevato dalle imposte pagate dal contribuente) ad una nobile causa, il risanamento dell’edilizia scolastica, ovvero contribuire alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Per chi non lo sapesse, la vita dei nostri studenti e di tutto il personale scolastico è quotidianamente messa a rischio per la mancata ristrutturazione di gran parte degli edifici scolastici.
C’è da dire, purtroppo, che lo Stato italiano non è interessato e preferisce dare campo libero a Vaticano Spa che annualmente incamera circa 1.300 milioni di euro, di cui solo l’8,6% del totale va ad opere di carità e ad aiuti al Terzo Mondo. Inoltre, non tutti sanno che grazie all’art. 47 della Legge 222/85, con un meccanismo poco costituzionale, il 90% della quota destinata alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana (CCAR) deriva dalla parte inoptata (sono i contribuenti che hanno deciso di non scegliere). Nella sostanza, il 60% dell’otto per mille risulta inoptato per cui dovrebbe ritornare alla sua origine, nelle casse dello stato. Invece, grazie a questo articolo di legge, viene deviato in percentuale alle scelte espresse (quel 40% dove i contribuenti hanno espresso una scelta).
Chi ne viene maggiormente beneficiato è appunto lo Stato Città del Vaticano, uno stato monarchico extracomunitario, che in forma assolutamente parassitaria ci succhia 1.300 milioni solo di otto per mille (nel computo totale il denaro che ci succhia annualmente ammonta a circa 10.000 milioni).
Ora, c’è da chiedersi: destiniamo il nostro otto per mille alla casta sacerdotale così da contribuire alle spese processuali che lo Stato Pontificio deve sostenere per difendere i suoi preti pedofili in quelle poche occasioni in cui le famiglie degli abusati hanno il coraggio di ribellarsi, oppure aiutiamo i nostri studenti permettendogli di studiare in scuole sicure?
Potrebbe aiutare nella scelta, ricordare che dai dati emersi dalle commissioni governative di inchiesta effettuate in tutto il mondo il livello di percentuale di sacerdoti religiosi pedofili arriva anche fino all’8%, ma sarebbe destinato a crescere notevolmente, se solo il governo italiano non continuasse a rifiutarsi di avviare una indagine governativa sulla questione, e si sa, la portata degli abusi in Italia ha il potenziale per essere il più elevato di qualsiasi altro paese.
La decisione è solo nostra.